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  LE OPERE DELLA MOSTRA GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010

Carrellata di immagini sulla mostra inaugurata il 12 dicembre 2009. Le più gettonate sono: Tempesta, il tramonto, le tre Età, Venere, il Cristo portacroce. Rimangono di molto distanziate le opere che riproducono ritratti "tristi e complicati" e banali paesaggi. Le opere considerate della cerchia di Giorgione sono viste con molta fretta dai visitatori, sbalorditi piuttosto dal contrasto tra azzurro dei pannelli e le grosse cornici d'oro (non originali).
Il bookshop è misero. Peccato che i responsabili dell'assesorato alla cultura non abbiano esposto veramente tutte le pubblicazioni su Giorgione che sono depositate in biblioteca. Strano che il dr. Cecchetto non si sia accorto dei Quadernetti del Museo Giorgione. Molto strano.  


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  Giorgione 1510-2010
IL CRISTO PORTACROCE DI BELLINI CON GIORGIONE A CASTELFRANCO
Rovigo, 21 ottobre 2009 (di Graziella Andreotti). La piccola tavola “Cristo portacroce” (1505/1510) di Giovanni Bellini farà parte della mostra di risonanza internazionale che Castelfranco Veneto dedica a Giorgione a 500 anni dalla morte. Una mostra con tre anni di preparazione, curata da Antonio Paolucci direttore dei Musei vaticani, da Lionello Puppi e da Enrico M. dal Pozzolo, e che riunirà i capolavori di questo artista del Rinascimento, enigmatico e misterioso con verità documentarie ancora lacunose.

Il “Cristo portacroce” si trova nella Pinacoteca del Roverella, ma fece parte della collezione di Giovanni Francesco Casilini e fu donato dal fratello Nicolò nel 1833 all'Accademia dei Concordi con tutta la collezione che costituì il primo nucleo della Pinacoteca. Singolare la storia delle attribuzioni di questo dipinto: ritenuto di Leonardo da Vinci dall'Urbani (1833) e dal Biscaccia (1846); del Bellini da Hendy (1930); giorgionesco dal Pallucchini (1946) e da altri. Nella piccola Guida della Pinacoteca, curata nel 1953 da Maria Bonetti e Alberto Broglio, la tavola, chiamata “Il Crocifero”, viene attribuita a Giorgione. Poi la critica ritornò al Bellini che avrebbe replicato un soggetto già trattato e che a  Venezia avrebbe subito l'influsso di un disegno di Leonardo.
Del “Cristo portacroce” esiste una copia presso la chiesa di San Francesco, ritenuta ottocentesca da Vittorio Sgarbi, ma in passato attribuita a Domenico Panetti, presente in San Francesco con una “Vergine in trono con il Bambino e i santi Andrea e Pietro” di poco posteriore alla Pala di Giorgione di Castelfranco Veneto.
 
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