
| MENU | :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
| LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE |  Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.
>> Leggi.....
|
|
|
In Copertina
| Il GIORGIONE di Maria Paola Forlani |
Castelfranco Veneto, 8 gennaio 2009 (di Maria Paola Forlani). Si apre, finalmente, per il pubblico un’esposizione senza uguali, un appassionato viaggio alla scoperta del pittore più enigmatico e misterioso artista del Rinascimento. Una mostra che riunisce nella città natale, Castelfranco Veneto, un nucleo incredibile di capolavori del maestro che, come nessun altro, ha fatto accapigliare studiosi dell’arte alla ricerca delle verità documentate che ancora mancano, dando adito alle più diverse e talvolta azzardate interpretazioni, sulla sua vita e la sua produzione: Giorgine. I 500 anni della morte di Zorzi da Castelfranco detto, appunto, Giorgine (Castelfranco Veneto 1477 /78 – Venezia 1510), secondo le ricostruzioni accreditate, ricorrono nel 2010 e Castelfranco Veneto, città che oltre ad avere dato i natali al grande artista conserva uno dei suoi più importanti capolavori (la famosa Pala di Castelfranco) e uno dei pochissimi affreschi attribuiti al maestro (Il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche) ha voluto promuovere questa esposizione di alto respiro, in programma dal 12 dicembre 2009 all’11 aprile 2010 presso il Museo Casa Giorgine, curata da Lionello Puppi (presidente del Comitato Regionale per il V centenario), Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani) e Enrico Maria dal Bozzolo (Università degli Studi di Verona) (catalogo Skira). Proprio sul “fenomeno” Giorgine dunque – fatto di capolavori del maestro (dalla “Tempesta”, alle “Tre età” di Palazzo Pitti dal “Tramonto” alla “Madonna con Bambino” dell’Ermitage) ma anche di densissimi incroci artistici e culturali che concorrono a suggerire significati, chiavi di lettura, ruolo e peso storico dell’arte giorgionesca o, ancora, a fornire spunti per un’evanescente biografia e per una rilettura del mito, s’incentra questa epocale mostra che propone, come mai prima d’ora, una radiografia attenta e dettagliata anche dell’ambiente e del contesto, culturale e spirituale, del grande pittore tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento.
|
In mostra dunque, accanto ai numerosi dipinti di Giorgine, trovano posto, in una straordinaria sinfonia che riporta al fecondo ambiente veneziano del tempo, opere importanti di Giovanni Bellini, Vincenzo Catena (alla cui bottega pare essersi formato) Albrecht Dürer, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Lorenzo Costa, il Perugino, Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Boccaccio Beccaccino, Garofalo, ma anche i volumi dei suoi biografi - da Castiglioni, Vasari, Dolce – e quelli di letterati, musici, intellettuali – da Petrarca a Bembo – che contribuirono a creare il milieu culturale del quale potrebbe essersi alimentato; e ancora i bronzi dei Lombardo, del Riccio e di Severo da Ravenna, le incisioni di Teniers e di Zanetti, così da ricordare opere perdute come gli affreschi del Fondaco ove Zorzi lavorò accanto a Tiziano. Un coro unanime, anche degli storici contemporanei ( come Ludovico Dolce, Vasari, Lomazzo) esaltavano quelle che davvero apparivano novità sconvolgenti dal punto di vista tecnico ed espressivo. Nella Venezia rinascimentale, dominata dall’arte equilibrata e sapiente di Giovanni Bellini, maestro di sintesi luce-colore per via di prospettiva, il giovane Giorgine a un certo punto comincia a fare quadri diversi, immersi in un colore fuso e diffuso, che rende forme, volumi, profondità, in un continuum perfettamente naturale e dove, come in natura, non esistono ombre nere, stacchi di piani, impaginazioni prospettiche. Sulle invenzioni giorgionesche, sul suo colore, si innesta senza soluzione di continuità l’arte di Tiziano, uno dei giganti del secolo. Eppure, quella di Tiziano è una strada che smentisce la scelta di Giorgione in rapporto alla destinazione e al senso dell’opera d’arte. Anche Tiziano guardava alla natura con occhio amoroso e le sue carni, i suoi scorci paesistici, il suo tonalismo sensuale e perfetto sono lì a dimostrarlo. Ma tutto è posto al servizio della comunicazione religiosa, pubblica e sociale. Questa è la differenza reale e radicale fra Giorgione e Tiziano, non potendosi certo parlare di diversità qualitative ed espressive in senso meramente pittorico. La critica del XX secolo ha voluto descrivere Giorgione come anticipatore di quella assoluta libertà di soggetto e contenuto che è tipica dell’arte moderna, dagli Impressionisti in poi. Per alcuni addirittura quest’artista del XVI secolo è apparso il campione di una visione laica dell’arte, la cui narrazione è un pretesto e non la destinazione, una pittura il cui fine è la pittura stessa. Pensiamo ad una delle opere più note presente in mostra che è la “Tempesta”. Ci si domanda subito chi è la donna nuda che allatta un bimbo, appena coperta sulle spalle da un drappo seduta sull’erba, mentre un giovane con l’alabarda sembra ignorarla, guardando fuori campo? Cosa significano quei due personaggi inseriti in un paesaggio silvestre, sullo sfondo del quale appare come una visione il profilo turrito di una città, mentre nel cielo nuvoloso lampeggia una saetta, come una serpe di luce? Cos’è soprattutto questa strana sensazione di mistero, di attesa che ci prende di fronte all’immagine dell’uomo e della donna, di fronte alle rovine, allo specchio d’acqua, ai muri degli edifici illuminati dai lampi? Al di là di ogni significato, rimane lo straordinario valore pittorico del dipinto che ne fa uno dei capisaldi della pittura moderna. Ed è proprio nella straordinaria orchestrazione dei toni, in particolare dei verdi e degli azzurri, che il quadro trova la sua capacità di trasfigurazione per diventare, oltre ogni significato e ogni riferimento, pura espressione d’arte.
|
|

| Redazione | Jaynie Anderson Antonio Antonioni Graziella Andreotti Jeanne Belhumeur Paolo Bernasconi Alcide Boaretto Manlio Brusatin Fabia Cigni Tullio Cigni Gabriella Delfini Daniele Donegà Michèle Garzon Enrico Guidoni Thomas Kabdebo Nazzareno Manganello Claudio Malvestio Angelo Miatello Nadia Scardeoni Carlo Sgorlon Carlo Valery Madeleine Vallon Alvise Zorzi |
| PUBBLICAZIONI | B+M Edizioni-AIDA I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65; A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II) I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione); J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione); J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione); Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512); A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione; Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa; I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009) A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009) Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)
La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a: museogiorgione@info.it |
| Pagine piu' visitate | :: :: :: :: ::
|
| Archivio | :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|