Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.
La pittura di Fausto Zonaro e la fotografia di Elisa Pante al san Paolo di Monselice
Monselice, 29 aprile 2010 (di J. Belhumeur e A. Miatello). "Fausto Zonaro ed Elisa Pante, due artisti veneti alla corte del sultano” è il titolo dell'esposizione che si è aperta sabato scorso a Monselice, presso il complesso museale San Paolo. Si tratta di una coppia di artisti che ebbero fortuna a Costantinopoli, alla fine dell'800, quando la fotografia inizierà ad essere il supporto principale dei pittori. La storia dei due artisti inizia nelle campagne venete. Zonaro nacque a Masi, tra Padova e Rovigo nel 1854, suo padre era muratore ma fu aiutato da altri per continuare gli studi. Ancora giovane si trasferì a Venezia, dove cominciò la sua produzione artistica. Proprio qui conobbe la ventunenne maestra bellunese di buona famiglia Elisa Pante, sua allieva. "Dall’affiatamento artistico sbocciò presto il sentimento" - precisa Manlio Gaddi, coordinatore della mostra. Nel 1891 Elisa Pante approdò in Turchia, per cogliere nuove opportunità professionali per sé e per il compagno. In quel tempo era di moda viaggiare a bordo di navi e "scoprire nuovi mondi". Si racconta che Elisa fosse stata attratta "dal libro di Edmondo De Amicis, Costantinopoli, e dal fascino che l'Oriente esercitava a quel tempo in tutta Europa" - spiega Carlo Dal Pino che assieme a Chiara Costa e a Pierpaolo Luderin dell'Università di Padova (Livianum) hanno curato la mostra. Sarà raggiunta da Zonaro.
I due vissero anni proficui a Costantinopoli, dove produssero centinaia di opere e un migliaio di fotografie. Non tardò per il pittore veneto raggiungere la notorietà: nel 1896 divenne pittore di corte del sultano Abdulhamid II, raggiungendo (si può dire oggi) l’apice della sua carriera. Ma il sultanato fu abolito con il colpo di stato militare del 1909, obbligando Aldulhamid II di fuggire a Salonicco, in esilio perpetuo. Per la coppia Elisa e Fausto la situazione precipitò, in quanto non erano né proprietari, ne affittuari del palazzo dove vivevano e di certo non erano in grado di potersi pagare l'affitto salatissimo (un modo elegante per metterli sulla strada). Sebbene fossero stati fin quel momento gli artisti di corte, il confronto con i nostri contemporanei, se conosciuti, non regge. Altri tempi nel primo decennio del secolo scorso. La coppia visse ancora unita gli ultimi anni a San Remo, dove Zonaro morì nel 1929 ed Elisa decise di trasferirsi a Firenze qualche anno prima. Guardando attentamente le fotografie esposte di questa donna e leggendo le pagine di Chiara Costa, si evince che è stata Elisa Pante che ha saputo dare più di una volta uno stimolo per migliorare e continuare la pittura di Zonaro. Ha trasformato la sua arte in fotografia, diventando la prima fotografa donna d’Europa. I suoi soggetti preferiti sembrano essere i figli, che la Pante ha saputo immortalare, mettendo in risalto i sentimenti e gli stati d'animo. "Elisa viene descritta come una donna indipendente e brillante. Suo fu il merito dell’introduzione del marito alla corte del sultano" ci puntualizza Chiara Costa. Le opere esposte sono quasi 90 e mostrano varie sfumature di Fausto Zonaro, con influenze veristiche, impressioniste e di genere. "Grande viaggiatore con la moglie, l’artista ha saputo imprimere sulla tela i passaggi della storia dell’arte: dal realismo italiano all’impressionismo e al postimpressionismo" - aggiunge Pierpaolo Luderin. Non solo è maestro per l'uso dei colori cromatici, ma si percepisce una sua poetica molto speciale sia nei paesaggi che nei personaggi che riprendono vita davanti agli occhi dell’osservatore.
La mostra, allestita dalla Fond’arte Tono Zancanaro in collaborazione con il Comune di Monselice e curata da Chiara Costa, Carlo Dal Pino, Pierpaolo Luderin e Cesare Mario Trevigne, rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, fino al 23 maggio, con orario 9.30-12 e 15-19.
Redazione
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