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| LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE |  Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.
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In Copertina
| L'impressionismo e il realismo di Fausto Zonaro |
Monselice, 1 maggio 2010 (di Graziella Andreotti). Fino al 23 maggio 2010, momenti di luce e di poesia nella mostra che Monselice dedica all'artista Fausto Zonaro e alla moglie Elisa Pante. Natura, storia e arte hanno creato questo angolo di Veneto incredibile strappato alla pianura. Cipressi e robinie, festoni di glicine, peonie rosa, aromi di rosmarino e melissa vi accompagnano su, verso la rocca. Una scalinata porta alla chiesa di San Paolo fra il canto della fontana di Mario Botta e una colata di rose rosse. L'interno è uno spazio in movimento che corre su vetri, corridoi, gradini, a scandire la voce del tempo dal VII secolo. E' qui che rivivono dolci suggestioni e impressioni con l'orto di Masi, la ginestra, i papaveri, la vecchia serra sul Vesuvio, le vedute di Venezia, la luna di Istanbul, i cimiteri e le moschee, i notturni e la neve dalla casa di Besiktas, gli autoritratti e i ritratti della moglie, delle figlie e della madre. Grande tela del 1886 è il capolavoro giovanile 'O pazzariello (Il banditore), in cui Zonaro rappresenta una Napoli brulicante dai colori accesi. La vocazione per le scene quotidiane si rivela anche in Vecchie conoscenze, tela del 1885, ricca di fascino, con una vivacità espressiva nuova, tutta napoletana, ma in cui si sente l'influsso dell'amico veneziano Giacomo Favretto, in questo periodo in mostra a Roma. E' probabile che anche il gusto per il pastello maturi proprio nel periodo napoletano.
| Zonaro nasce a Masi il 18 settembre 1854, nella bassa padovana che guarda Badia Polesine, dove l'Adigetto abbandona l'Adige, in uno straordinario paesaggio umano disegnato da barche, passi e mulini natanti. Elisabetta Pante nasce il 13 settembre 1863 fra le montagne di Santo Stefano nel Comelico. A Lendinara Fausto frequenta la scuola Tecnica e segue le lezioni di pittura di Federico Cordenons. In seguito si iscrive all'Accademia Cignaroli di Verona. Tra il 1885 e il 1888 vaga tra Venezia e Napoli. Nel 1888 a Parigi conosce le opere degli impressionisti e abita a pochi passi da Boldini. A Venezia nasce l'amore e un sodalizio artistico fra l'insegnante e l'allieva, una maestra che vuole diventare pittrice. Elisa e Fausto, influenzati dalla lettura di Edmondo De Amicis, sentono l'attrazione esotica e il fascino dell'Oriente. Ma è lei la più intraprendente e pazza: nel 1891 parte sola per Istanbul; Fausto la raggiunge con un bagaglio di opere da vendere per la sopravvivenza immediata. Nuove luci, nuove atmosfere per un pittore con esperienze venete, napoletane e parigine.  Nel 1893 Elisa parte con il figlio di un anno per Parigi, capitale della fotografia, e con le sue foto attirerà l'interesse sulla produzione di Fausto, divenuto pittore di corte del sultano Abdulhamid II nel 1896. Nel 1909, in seguito a vicende politiche, la famiglia Zonaro ritorna in Italia e si stabilisce a San Remo, cosmopolita città di mare e capitale italiana della Belle époque. E sarà Elisa negli ultimi anni a lasciare il marito a San Remo per trasferirsi a Firenze dalla figlia Mafalda, unica rimasta dopo la morte nel 1915 di Fausto, volontario alle Argonne, al seguito di Peppino Garibaldi, e dopo la morte di tisi di Iolanda a 21 anni nel 1922. Forse il dolore aveva vinto quella lunga storia d'amore e d'arte. Fausto Zonaro muore a San Remo nel 1926, Elisa Pante a Firenze nel 1946. Le opere in mostra fanno parte della collezione di Iolanda, figlia di Mafalda, scomparsa nel 1996. La discendenza continua con Cesare, il ragazzo argentino adottato da Iolanda. Oli, pastelli, acquerelli, tempere e disegni per raccontare momenti di un viaggio ideale da Masi a Venezia, da Napoli a Parigi, da Istanbul a San Remo. E i disegni, le tele e le foto di Elisa, forse la prima o una delle prime donne a praticare l'arte della fotografia.
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| Redazione | Jaynie Anderson Antonio Antonioni Graziella Andreotti Jeanne Belhumeur Paolo Bernasconi Alcide Boaretto Manlio Brusatin Fabia Cigni Tullio Cigni Gabriella Delfini Daniele Donegà Michèle Garzon Enrico Guidoni Thomas Kabdebo Nazzareno Manganello Claudio Malvestio Angelo Miatello Nadia Scardeoni Carlo Sgorlon Carlo Valery Madeleine Vallon Alvise Zorzi |
| PUBBLICAZIONI | B+M Edizioni-AIDA I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65; A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II) I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione); J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione); J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione); Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512); A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione; Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa; I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009) A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009) Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)
La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a: museogiorgione@info.it |
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