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  LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010
Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.


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  In Copertina
BOZZETTO RILEGGE LA TEMPESTA E LAUBER NON VA OLTRE

Castelfranco Veneto, 14 maggio 2010 (foto inedite di A. Boaretto, Venezia 2003, per conto dell'AIDA, asscociazione internazionale del diritto e dell'arte). Di nuovo un altro volume sul genio di Castelfranco: incentrato su uno dei quadri simbolo di Giorgione, "La Tempesta", conosciuta anche come l'icona delle Gallerie dell'Accademia. L'opera cult, come la Gioconda, la più studiata ma mai vilipesa. Quella su cui molti giurano di aver capito il retro pensiero di Zorzi da Casteo, altri invece lo contestano apertamente e ne hanno una, tre, dieci, cento interpretazioni diverse. Fiumi d'inchiostro, di carta stampata, riprese video, dichiarazioni, battibecchi per un quadro che è più piccolo di una finestra da sottotetto. Con certezza inaudita la città "è Castelfranco", no! "è Padova (ponte Molino)", no! "è Cittadella (porta Padova)", no! "è Treviso (ponte di sant'Agata)" , no! mezza città murata con rimandi a Gerusalemme, a Paphos dell'Isola di Cipro, ai luoghi sacri di Afrodite (tempio) e san Paolo (quest'ultima azzardata osservazione è del Miatello). "Mai notato un vespaio del genere nella storia dell''arte" - ribadisce Bruno Peloso, docente di sociologia del pensiero (disciplina che studia l'effetto propagatore di un pensiero embrionale che si allarga a fenomeno sociale, ad una comunità più estesa).
L'opera editoriale, realizzata col contributo di Veneto Banca Holding in occasione del Quinto centenario della morte dell'artista castellano-cipriota (originale deduzione di Enrico Guidoni, seguito dai suoi seguaci, fra i quali Ugo Soragni, che Giorgio sarebbe figlio di Cigna da Mondovì, ecco che il pennuto bianco ricondurrebbe alla firma dell'autore del quadro), si distingue per l'eccezionale riproduzione fotografica del dipinto, ripreso in ogni suo minimo particolare, che finora non si era abituati di vedere. "Chissà se un giorno avremo i libri d'arte così grandi a costi abordabili" - sospira Mario Vanzetti, che di mestiere fa il ferroviere.

Il volume, pubblicato dalle Edizioni Bozzetto di Cartigliano e curato da Rosella Lauber, docente di Storia dell'Arte all'Università Iuav di Venezia, avvicina "visivamente" chi lo sfoglia alla tela, grazie alle foto di grande formato (circa 40 x 30 cm), che mettono in evidenza numerosi dettagli spesso non ben conosciuti o fraintesi, a causa delle distanze di sicurezza imposte per la salvaguardia dell'opera o per il poco tempo che ci si sofferma di fronte al quadro "vetrato" e mal illuminato. O ancora quando si consultano le pubblicazioni che esistono sul mercato di pessima stampa.
I fotogrammi di Michele Bozzetto consentono di osservare con estrema chiarezza le rifiniture date alle piante e alle figure umane, i due stemmi sulle mura della città - il carro dei Carraresi e il leone marciano, il cigno (o cicogna e non l'airone!, anche come simbolo araldico familiare) sul tetto di una delle torri, ma anche i tocchi di colore e le pennellate date dall'artista, le piccole crepe provocate dal tempo sulla delicata tela di lino, sulla quale il Maistro di Castelfranco lavorò forse a metà del 1505, usando una tempera a uova e olio di noce (Lauber: "su una preparazione di gesso e colla e imprimitura locale di biacca si esprime una tavolozza...").
La presentazione del volume formato atlante è avvenuta nei giorni scorsi al Teatro Accademico, con la presenza del presidente Veneto Banca dr. Trinca, il dr. Matteo Ceriana delle Gallerie dell'Accademia, dell'assessore alla cultura e del dirigente capo per le attività cuturali del Comune. Una serata conviviale, in cui un pubblico assai numeroso ha ascoltato divertito le varie interpretazioni dei due relatori "arrivati da Venezia" e la paginetta di diario dell'assessore "c'era una volta, quand'ero piccolo sono cresciuto con una riproduzione della Tempesta in salotto, bla, bla...ed ora mi trovo qui...". Non si è trattato veramente di una presentazione di un'opera libraria, in cui un esperto fa uno sforzo intellettuale per spiegare i punti positivi e quelli negativi del libro. Nemmeno si è sentito un discorso politico nè da parte dell'impiegato comunale nè, cosa grave, da parte del neo 'assessore alla cultura ("è del Pdl ma non allineato" - si leggono i commenti nella stampa locale. Che significa? Che è critico verso Berlusconi e Scaloja impigliati in loschi affari?). Nessuno dei due castellani che abbia avuto la prontezza di ribattere alla relatrice Lauber che la Tempesta non è arrivata a Castelfranco per la Mostra di Giorgione "perchè generosamente, (ripeto) generosamente prestata dalle Gallerie, in quanto molto fragile, ecc, ecc.". E nessuno dei due che abbia alzato un dito di critica nei confronti del Ministero che ancora governa con leggi assurde ed ignobili (il caso dei tre giovani scolari vicentini in gita scolastica che devono pagare il biglietto agli Uffizi perchè non di nazionalità italiana...la dice lunga sullo strapotere delle burocrazie) e nessuno che si sia offeso quando il dr. Matteo Ceriana si è scusato dicendo che non è venuto a parlare del libro ma "delle cornici" perchè lo ha "appena sfogliato". E che, secondo lui, La vecchia è veramente il quadro più emblematico di Giorgione, compresa la sua cornice, non la Tempesta, bla, bla...
"E se questi sono i relatori che Veneto Banca Holding (in stretti rapporti con le banche calviniste ginevrine) ha pagato per farsi bella, poveri noi" - ha esclamato Valerio Possamai - "questa non è cultura ma aria fritta".
Ci informa il Miatello che la chiave di lettura della Tempesta non è quella degli anni Trenta e nemmeno quella "storico-letteraria" che mezzo mondo di critici ha preferito. Prima di tutto la cingana che, all'epoca si riferiva alle zingare che mezze nude chiedevano l'elemosina, non può essere stata l'intenzione di Giorgione. La sua nudità e posizione rinviano al mito di Venere-Afrodite. Semmai andrebbe ricondotto ad un discorso complesso che si riallacciava al mondo di Caterina (Cornara)-Lusignan, regina di Cipro poi di Asolo, festeggiata (se Lauber non lo sa) come la nuova Afrodite quando arrivò sull'isola per unirsi fisicamente al marito Giacomo (il bastardo). E' nuda perchè detronizzata dai "cattivi" Veneziani ed esiliata ad Asolo, nel trevigiano, non ha più poteri come appunto il "Re Nudo". Poi il discorso del soldatino (il giovanotto con la pertega) è una grande balla, come del resto l'airone sopra il tetto, che non scappa per la saetta e il tuono (l'attimo fuggente). Come mai il soldatino ha gli stessi indumenti della Compagnia della Calza? Quali sono nella mitologia greca i simboli di Jupiter, Afrodite e altri compagni di strada? E le due colonne spezzate e quella cupola che luccica in lontananza? Sono sicuri che si tratti della chiesa del Carmine di Padova che Guidoni tanto ha insistito? Il libro non ne parla, sebbene le immagini di Bozzetto siano stimolanti. Dunque il fotografo non ha trovato il suo giusto parallelo.  
La Lauber ha sorvolato su questi ragionamenti. "Ecco che - polemizza Marco Pistolin - il libro di Bozzetto apre nuovi orizzonti, sia per i dettagli che per la sua qualità editoriale-tipografica (Graficart di Resana) ma non certo per le poche ed affrettate cartelle redatte". Per altri invece, se confrontato con altri libri dello stesso argomento, quest'opera libraria dimostra che il lavoro del fotografo è stato minuzioso. "Che cosa dà di più di quello che si conosceva della Tempesta?" - si chiede il Miatello - il merito è soprattutto dell'editore bassanese che dopo tanti anni di esperienza nel settore, crea una collana specifica di sole opere d'arte, con una stampa di grande formato più per il "grande" pubblico che per i ricercatori, abituati nel basarsi su fonti certe. Nel testo dell'autrice appaiono comunque tracce evidenti di una scuola di pensiero tipica italiana, "sartoriale" o "parrocchiale" come qualcuno nel Foyer ironizza con un calice accompagnato da succulenti bocconcini del Catering Agostini. Anche questo comunque è un lato da non trascurare per la serata conviviale offerta da un istituto bancario che dal borgo di Montebbeluna è cresciuta, divenendo l'Ottava Banca a livello nazionale, facendo le scarpe anche alla Banca Popolare di Zonin che si è abbuffato la storica "banchetta" di Castelfranco.

GIORGIONE, La Tempesta
Testi di Rosella Lauber
Traduzione in inglese di Chiara Galletti
Servizio fotografico di Michele Bozzetto
Casa editrice Bozzetto - Cartigliano

Caratteristiche del libro:

Formato 40x30 cm (circa), aperto 80x60 cm, pp. 40, €40,00
Copertina rigida, rilegato a filo, carta (marca?)
testo formato da 8 colonne
Cenni biografici
testo formato da 2 colonne
Bibliografia di riferimento
128 fonti bibliografiche su 4 colonne
Nessuna prefazione e introduzione
Si parte con: Una “memorabile” Tempesta. Il testo non è suddiviso in capitoli o paragrafi. Non ha note. Le immagini sono 35 con tre a libro aperto. Alcune foto risultano stampate molto scure (quelle del soldatino), Il fotografo si sofferma troppo sulla figura femminile, censurando la parte genitale (figura 22) che ci lascia perplessi della macchia scura che si intravede in mezzo alle sue gambe. Risultano invece molto ben calibrate le foto relative alla vegetazione e al borgo. Il particolare scelto per la copertina "la saetta e il cigno" allude all'attimo fuggente, non certo al suo simbolismo araldico-mitologico che l'autrice del testo non intravede. Nel complesso il libro-atlante è bello e piacevole.


 
GALLERIE IMMAGINI

  Redazione

Jaynie Anderson
Antonio Antonioni
Graziella Andreotti
Jeanne Belhumeur
Paolo Bernasconi
Alcide Boaretto
Manlio Brusatin
Fabia Cigni
Tullio Cigni
Gabriella Delfini
Daniele Donegà
Michèle Garzon
Enrico Guidoni
Thomas Kabdebo
Nazzareno Manganello
Claudio Malvestio 
Angelo Miatello
Nadia Scardeoni
Carlo Sgorlon
Carlo Valery 
Madeleine Vallon
Alvise Zorzi 


  PUBBLICAZIONI

B+M Edizioni-AIDA
I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa
Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65;
A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II)
I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione);
J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione);
J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione);
Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512);
A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione;
Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa;
I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009)
A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009)
Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)

La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a:
museogiorgione@info.it


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