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| LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE |  Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.
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In Copertina
| "In Copertina", sta per Home Page, rubrica che mette in risalto Giorgione e la sua attualità. E' la prima pagina del sito Museogiorgione.it che si trasforma in agora di opinioni, dibattiti, materiali reperiti in Rete. Una novità assoluta, in quanto si esce dai canoni tradizionali. Un archivio di notizie che non sia solo "copia e incolla", ma che stimoli un interesse magiore di quanti si sentono attratti dall'arte del Rinascimento, di cui Giorgio da Castelfranco è stato uno dei maggiori esponenti. Non è importante il numero delle opere a lui attribuibili ma quanto dimostra di essere attuale. E' difficile ma almeno offre mille risvolti interpretativi. Le immagini che riproducono il Museo Casa Giorgione ed i suoi arredi sono di Alcide Boaretto, in esclusiva per ASIAC, agenzia stampa quotidiana. Le foto possono essere usate citando la fonte: Foto A. Boaretto - Aidanews. |
| JOHN GOWDY E LA PALA DI GIORGIONE (1500) DI SABBIA: UNA RARITA' ASSOLUTA |
Pala del Giorgione o Pala Costanzo è del 1500 (Duomo di san Liberale di Castelfranco Veneto) Castelfranco Veneto, 18 novembre 2009 (di Angelo Miatello). La Pala in sabbia è stata realizzata dallo scultore statunitense John Gowdy in otto giorni. Invitato dai signori Baghin, titolari del Museo delle Fornaci di via dei Prai (Bella Venezia), a realizzare un’opera monumentale come ricordo della sua permanenza a Castelfranco Veneto, John Gowdy ha voluto riprodurre lo straordinario dipinto su tavola, conservato all’interno del Duomo di san Liberale, in un’opera tridimensionale, a tutto tondo. E’ la prima volta che ciò accade, sia per i materiali poveri scelti (sabbia e acqua) che per la grandezza naturale (h. 3,50x l. 2,25x p. 4,50 mt). La scultura in sabbia, se conservata con i dovuti modi, può anche durare dei decenni, pietrificandosi, per il suo naturale effetto di cementificazione.
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| UNA NATIVITA' A CASTELFRANCO VENETO: INTERPRETAZIONE ARMONICA DI JOHN GOWDY |
Castelfranco Veneto, 18 novembre 2009 (di Angelo Miatello). Si tratta di una Natività, immersa nel meraviglioso scenario di Castelfranco, dalla Torre civica alla statua Giorgione collocate nell’isola artificial dentro il canale. John Gowdy, che ha già deliziato numerose città italiane con le sue natività, con entusiasmo ha voluto offrire questa sua personale alla cittadina trivigiana in cui si è recentemente trasferito.
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| IL FARE ARTE DI JOHN GOWDY |
D. Ha impiegato solo sabbia? R. Sì! Si tratta di sabbia che viene bagnata e meticolosamente compattata. ecco perchè risulta così solida.
D. Quanto tempo ci vuole per realizzare queste sculture? R. Per le opere all’entrata “Omaggio ai fondatori Baghin”e “L’Arte in sabbia”: 6 giorni La Natività con la veduta di Castelfranco:14 giorni La Pala di Giorgione: 8 giorni Totale circa un mese di lavoro.
D. Quanto tempo può resistere un’opera in sabbia nel tempo? R. La scultura in sabbia potrebbe durare molti anni, anche tre decennia, se nessuno la distruggesse o la rovinasse con le intemperie o l’incursione di animali.
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| ANCHE RAFFAELLO AL COSPETTO DI GIORGIONE | Castelfranco Veneto, 13 novembre 2009. Cresce l’attesa per la mostra-evento dedicata al maestro di Castelfranco. In mostra 18 i dipinti assegnati dalla critica a Giorgione (più della metà dei lavori generalmente a lui ricondotti) e 126 complessivamente le opere esposte per un totale di 277 milioni di euro di valore assicurativo. Straordinaria operazione di supporto di Banca Antonveneta che consente l’acquisto e la prenotazione del biglietto con ingresso ridotto in quasi 400 filiali.
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| LA PALA DI GIORGIONE NEL MUSEO DELLE FORNACI BAGHIN. INTERVISTA A JOHN GOWDY |
Castelfranco Veneto, 9 novembre 2009 (Intervista di A. Miatello, foto inserite da A. Boaretto). John Gowdy è considerato uno dei massimi scultori di opere in sabbia, cui sono stati assegnati diversi premi ("Awards") e progetti culturali. Nella storia della Pala di Giorgione (detta anche Pala di Castelfranco del 1500) si possono contare appena una o due riproduzioni - a titolo amatoriale - e un altro paio di copie ma limitate solo al cavaliere armato (immaginandolo persino Gaston de Foix, nipote del re Luigi XII). La Pala di Giorgione, nonostante sia stata ampiamente studiata e considerata dalla popolazione locale come parte imprescindibile della propria storia, non cessa di essere avvolta da misteri e significati dal doppio senso. C'è chi la vede in un continuo dialogo con il defunto Matteo, figlio del committente siculo-cipriota Costanzo (già viceré di Cipro, condottiero mercenario al servizio della Serenissima) e c'è chi invece la considera come un mezzo per dimostrare il proprio rango sociale del committente e con l'aggiunta di indefinibili significati "filosofici" (il paesaggio sebbene possa sembrare facile - castello, fanti, pianura boschiva - è illimitato).
Partigiani dell'una o dell'altra scuola, alla fine è sempre la "pala" che ci trasmette qualcosa che altre opere d'arte dello stesso "formato" invece non riescono. Già il nome "Pala" se detto così per la maggior parte della gente è un badile. "Dunque anche la sua abbreviazione porta ad evidenti confusioni più antropologiche che letterarie".
John Gowdy cerca nella sua bravura di costruire dalla semplice sabbia che le nostre montagne e fiumi producono una Pala tridimensionale. Una grande scultura collocata nel Museo delle Fornaci Baghin che impressiona per la prodezza, i particolari toccati da una mano d'artista e l'allestimento scenografico studiato.
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| Redazione | Jaynie Anderson Antonio Antonioni Graziella Andreotti Jeanne Belhumeur Paolo Bernasconi Alcide Boaretto Manlio Brusatin Fabia Cigni Tullio Cigni Gabriella Delfini Daniele Donegà Michèle Garzon Enrico Guidoni Thomas Kabdebo Nazzareno Manganello Claudio Malvestio Angelo Miatello Nadia Scardeoni Carlo Sgorlon Carlo Valery Madeleine Vallon Alvise Zorzi |
| PUBBLICAZIONI | B+M Edizioni-AIDA I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65; A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II) I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione); J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione); J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione); Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512); A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione; Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa; I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009) A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009) Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)
La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a: museogiorgione@info.it |
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