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  LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010
Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.


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  In Copertina
"In Copertina", sta per Home Page, rubrica che mette in risalto Giorgione e la sua attualità. E' la prima pagina del sito Museogiorgione.it che si trasforma in agora di opinioni, dibattiti, materiali reperiti in Rete. Una novità assoluta, in quanto si esce dai canoni tradizionali. Un archivio di notizie che non sia solo "copia e incolla", ma che stimoli un interesse magiore di quanti si sentono attratti dall'arte del Rinascimento, di cui Giorgio da Castelfranco è stato uno dei maggiori esponenti. Non è importante il numero delle opere a lui attribuibili ma quanto dimostra di essere attuale. E' difficile ma almeno offre mille risvolti interpretativi. Le immagini che riproducono il Museo Casa Giorgione ed i suoi arredi sono di Alcide Boaretto, in esclusiva per ASIAC, agenzia stampa quotidiana. Le foto possono essere usate citando la fonte:  Foto A. Boaretto - Aidanews.


CATERINA CORNARO NELLA MADONNA DI LOTTO

L' Assunta di Lorenzo Lotto nella Cattedrale di Asolo. La pala di Asolo raffigura la Madonna Assunta e i santi Antonio Abate e Ludovico da Tolosa. Il dipinto è firmato e datato 1506; nell'iscrizione, posta in basso al centro, compare anche una parola di dubbia interpretazione che gli studiosi leggono come "Junior" (da riferirsi li nome dell'artista : "il giovane") o come "Junio" ( "giugno", a precisazione della data ).
Il soggetto raffigurato non è, come alcuni ritengono, un'Assunzione della Vergine, ma piuttosto una sua apparizione: all'evento non assistono infatti gli apostoli, ma due santi rapiti dall'estasi mitica della visione. Sono sant'Antonio abate e san Ludovico di Tolosa, entrambi collegati all'attività svolta dai Battuti, che gestivano un ospedale per la pura dei poveri e dei malati: il vecchio eremita, infatti, era tradizionalmente invocato per la protezione delle malattie, mentre il giovane vescovo, ritratto in una veste sgargiante, rinunciò al titolo mobiliare per dedicarsi alla cura dei bisognosi. Lotto pone la scena in uno spazio aperto e assolato, che tra le quinte degli alberi si dipana fino allo sfondo in un brano di alta poesia. La critica  ha evidenziato lo stretto rapporto tra questa pala e quella dipinta da Giovanni Bellini e bottega per la chiesa di santa Maria degli Angeli a Murano, anch'essa incentrata sull'apparizione della Vergine Assunta a un gruppo di otto santi tra cui Antonio e Ludovico.

E' stato inoltre ipotizzato il dipinto asolano si debba leggere come una celebrazione dell'Immacolata Concezione  di Maria: il tema sarebbe tra l'altro adombrato dalla simbologia di alcune delle venti diverse specie vegetali fedelmente dipinte da Lotto nella scena. Inoltre si è riconosciuto nel volto della Vergine un ritratto nascosto di Caterina Cornaro, già regina di Cipro e di Gerusalemme e allora la signora di Asolo, celebrata per la sua castità: se così fosse si potrebbe ragionevolmente attribuirle la commissione del dipinto lottesco.


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LA MOSTRA DI GIORGIONE AVRA' UNA BUONA META' DI OPERE CERTE DEL MAESTRO

Roma, 30 settembre 2009. (dall'inviato Angelo Miatello. Nella foto Enrico Maria Dal Pozzolo). Ormai è certezza, più della metà delle opere certe di Giorgione, e quelle più vicine alla sua attribuzione, saranno in mostra a Castelfranco Veneto dal 12 dicembre, nella Casa-Museo, da poco inaugurata.

L'esposizione, curata dal trio Puppi-Paolucci-Dal Pozzolo, costituirà la fase più prestigiosa delle celebrazioni del V centenario della morte del grande artista castellano, la cui vita è ancora avvolta nel mistero. La rassegna allestirà nel Casa-Museo di Giorgione circa 120 opere tra dipinti, disegni, sculture, materiale documentario e libri per una sorta di riscoperta e di riflessione del pittore più "strano della Rinascenza".

Fra le opere certe ci sarà l'attesissima Tempesta che rappresenta per Castelfranco un'assoluta conquista (prestito). Chi mai prima era riuscito ad organizzare una mostra su Giorgione con quadri, oggetti, libri, documenti nella città murata?


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MOSTRE: 'GIORGIONE', GRANDE ESPOSIZIONE PER I 5OO ANNI DALLA MORTE

Mogliano Veneto, 27 settembre 2009 (dal nostro corrispondente). Castelfranco Veneto ricorda con una mostra il suo figlio più prestigioso, il pittore Giorgione, cinque secoli dopo la morte. In programma dal 12 dicembre all'11 aprile del prossimo anno, la rassegna riunisce svariati capolavori del pittore rinascimentale che - più di chiunque altro - ha fatto spendere fiumi d'inchiostro agli studiosi in ricerca di verità documentate che ancora mancano. I 500 anni dalla morte di Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477/78 - Venezia 1510), secondo le ricostruzioni più accreditate ricorrono nel 2010, e Castelfranco Veneto, oltre ad aver dato i natali al grande artista, conserva uno dei suoi piu' importanti capolavori (la ''Pala di Castelfranco'') e uno dei pochissimi affreschi a lui attribuiti (''Il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche'').
La mostra ''Giorgione'' sarà ufficialmente presentata a Roma nella sede della Stampa Estera di via dell'Umiltà mercoledì da Lionello Puppi, Presidente del Comitato Regionale per il V centenario della morte di Giorgione, Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, ed Enrico Maria dal Pozzolo, dell'Università di Verona.

LA TEMPESTA (1504 circa)

.:: GiorgioneLa Tempestaolio su telacm 82x73Venezia, Gallerie dell’Accademia ::.

Giorgione (1477-1510) - Galleria dell’Accademia - Venezia - XVI secolo Tela cm. 82 x 73

Giorgio Barbarelli, detto il Giorgione, nacque a Castelfranco Veneto nel 1477 e morì di peste a Venezia nel 1510. Fu uno dei più famosi pittori della scuola veneziana ed esercitò notevole influenza su Tiziano.
La novità della sua pittura si fonda sull’impostazione “tonale”: egli riesce ad ottenere un’atmosfera di fusione in tutto il quadro attraverso i toni del colore, ora luminosissimi, ora velati
L’opera “La tempesta” fu dapprima in casa del veneziano Gabriele Vendramin, dove rimase sempre per lo meno fino al 1569. Nel 1856, sempre a Venezia, si trovava a far parte della collezione Manfrin e nel 1875 fu scelta per il Museo di Berlino. Dichiarata dal governo italiano opera non esportabile, fu comprata dal principe Giovannelli per 27.000 lire. Nel 1932 passò dagli eredi del Principe alla Galleria dell’Accademia, che l’acquistò.
Nell'interpretazione del secolo scorso, LA TEMPESTA era intitolata anche "Adrasto e Isìpile".
In questo dipinto predomina il paese, e nelle tre figure della donna che nutre il figliolo e del pastore, c’è l’eco dell’ira celeste, che addensa nuvole e manda lampi fra le quinte degli alberi e l’acqua pigra tagliata dal ponte, il quale porta alla riva destra, ricca di fabbriche nella sua prospettiva diagonale.
Quest’opera è uno dei rari dipinti di Giorgione che la critica ha sempre e unanimemente accolto come autografo, sebbene restino tuttora discordi le opinioni sull’iconografia e sulla datazione.


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LO STILE DELLO ZAR. Arte e moda tra Italia e Russia dal XIV al XVIII secolo

madonna con bambinoRoma, 7 luglio 2009 (dal nostro inviato A. Miatello). Dal 18/9/2009 al 10/1/2010 il Museo del Tessuto di Prato inaugura un grande evento espositivo in collaborazione con i più prestigiosi musei russi - Museo Ermitage e Museo di Arte Russa di San Pietroburgo, Museo del Cremlino e Galleria Tretiakov di Mosca -  oltre a numerose istituzioni italiane, come i musei del Polo Museale Fiorentino.
La mostra, che riunisce circa 150 opere, illustra la nascita e lo sviluppo dei rapporti culturali, delle relazioni commerciali e diplomatiche tra l’Italia e l’antica Moscovia, maturati attraverso il canale del commercio delle stoffe italiane.
La prima parte del percorso traccia lo sviluppo delle produzioni seriche italiane dal tardo Trecento fino al Cinquecento, grazie all’esposizione di capolavori tessili che dialogano con dipinti di grande prestigio, a dimostrazione dell’importanza che questi tessuti hanno avuto nel contesto sociale e culturale dell’epoca.   
La seconda parte documenta, attraverso mappe e relazioni di viaggio di mercanti e ambasciatori, il territorio della Moscovia e l’immagine dello zar. Alla fine del XV secolo i rapporti economici e culturali fra l’Italia e la Russia s’intensificano, grazie alla crescente esportazione di sete operate. Le influenze culturali reciproche si riscontrano nei tessuti e negli abiti e la produzione italiana si adegua al gusto moscovita, amplificando lo sfarzo e l’impiego di filati d’oro e d’argento.


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  PUBBLICAZIONI

B+M Edizioni-AIDA
I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa
Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65;
A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II)
I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione);
J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione);
J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione);
Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512);
A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione;
Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa;
I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009)
A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009)
Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)

La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a:
museogiorgione@info.it


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