Museo Giorgione - AIDA - Associazione Internazionale del Diritto dell'Arte 


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  LE FOTO DELLA MOSTRA DI GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010
Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.


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  In Copertina
"In Copertina", sta per Home Page, rubrica che mette in risalto Giorgione e la sua attualità. E' la prima pagina del sito Museogiorgione.it che si trasforma in agora di opinioni, dibattiti, materiali reperiti in Rete. Una novità assoluta, in quanto si esce dai canoni tradizionali. Un archivio di notizie che non sia solo "copia e incolla", ma che stimoli un interesse magiore di quanti si sentono attratti dall'arte del Rinascimento, di cui Giorgio da Castelfranco è stato uno dei maggiori esponenti. Non è importante il numero delle opere a lui attribuibili ma quanto dimostra di essere attuale. E' difficile ma almeno offre mille risvolti interpretativi. Le immagini che riproducono il Museo Casa Giorgione ed i suoi arredi sono di Alcide Boaretto, in esclusiva per ASIAC, agenzia stampa quotidiana. Le foto possono essere usate citando la fonte:  Foto A. Boaretto - Aidanews.


A CIMA DA CONEGLIANO, UNA POESIA DI DON DANIELE DONEGA'

Come non mai ho visto
volare l’airone sul campo,
sbattere le ali e planare
vicino alla carreggiata
mi sembrava un altro luogo
non il paese di casa
pieno di nuvolaglia lontana il cielo
e gli azzurrati nembi e i verdi primavera
di Giovanni Battista Cima da Conegliano
popolati di Madonne con bambini
che a maggio andavano al rosario
all’oratorio delle “Quore”
con la corona nelle mani
e la bocca piena di saliva
per tutto il bene
che c’era da dire e poi da mangiare.

Canda, 6 maggio 2010  Daniele Donegà


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LA MOSTRA DI GIORGIONE REGALA CENTOMILA EURO...GRAZIE ANCHE AL VOLONTARIATO

Castelfranco Veneto, 20 maggio 2010 (echi di cronaca. Foto Alcide Boaretto). Cantano vittoria gli organizzatori della mostra Giorgione. Non c'è nessun pentimento per come è andata. L'incasso, a detta del responsabile comunale, ammonta a più di centomila euro, senza contare altre royalties ed altre sponsorizzazioni non del tutto completate. Che fare adesso con il malloppo? C'è chi grida "voglio i soldi indietro" perchè non ha visto bene la mostra quasi sempre inzuppata di gente, e chi ancora "reclama al bluff per molte opere e ricerche banali". "C'erano dei falsi d'autore", "ci hanno propinato una visione ottocentesca di Giorgione", "molti erano i quadri dubbi", "il fregio è stato oscurato dai baldacchini color azzurro porcellana", "il catalogo è diventato un remake di articoli e pezzi già pubblicati altrove", "code d'attesa per poi essere cacciati via o addirittura informazioni sballate", queste sono state le varie lamentele registrate. Anche un commento piuttosto duro del giornalista del Sole-24 Ore a due giorni dalla chiusura che lamentava disorganizzazione e il solito menefreghismo del call center.
"Ma ora che faranno con il malloppo?" - si è chiesto il Miatello, che di Giorgione ne sa più di qualsiasi altro in paese. Che farà la nuova amministrazione Dussin, risparmierà o sprecherà di nuovo denari pubblici? Stiam a vedere.


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Tracking Giorgione by Thomas Kabdebo

Brandon, 2009 (Professor, Katalin Keserű, art historian). Reviewing this beautiful book, I start by pointing out the reproduction of an Italian Renaissance painting on its cover. Its painter's name is Giorgione (in Venetian Zorzone, Zorzo Barbarella from/de Castelfranco). Everything around this painter has been uncertain in art history: his name, family name, and place of birth, and – what is more important – his oeuvre. Authors of different monographs and studies have attributed different number of works to him. May I quote here only one of his admirers, the Hungarian-born art historian Johannes Wilde, who became a well-known member of the so-called British school of art history. In his book on Venetian painting, Johannes Wilde mentions only 4 authentical paintings of Giorgione while he introduces us to the mystery of the life-work by quoting the very few documents, found by researches in connection with it. One of them is placed in the centre of the novel of another Hungarian-born man, Thomas Kabdebo, who decided to detect some of the missing works of the Italian painter.


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BOZZETTO RILEGGE LA TEMPESTA E LAUBER NON VA OLTRE

Castelfranco Veneto, 14 maggio 2010 (foto inedite di A. Boaretto, Venezia 2003, per conto dell'AIDA, asscociazione internazionale del diritto e dell'arte). Di nuovo un altro volume sul genio di Castelfranco: incentrato su uno dei quadri simbolo di Giorgione, "La Tempesta", conosciuta anche come l'icona delle Gallerie dell'Accademia. L'opera cult, come la Gioconda, la più studiata ma mai vilipesa. Quella su cui molti giurano di aver capito il retro pensiero di Zorzi da Casteo, altri invece lo contestano apertamente e ne hanno una, tre, dieci, cento interpretazioni diverse. Fiumi d'inchiostro, di carta stampata, riprese video, dichiarazioni, battibecchi per un quadro che è più piccolo di una finestra da sottotetto. Con certezza inaudita la città "è Castelfranco", no! "è Padova (ponte Molino)", no! "è Cittadella (porta Padova)", no! "è Treviso (ponte di sant'Agata)" , no! mezza città murata con rimandi a Gerusalemme, a Paphos dell'Isola di Cipro, ai luoghi sacri di Afrodite (tempio) e san Paolo (quest'ultima azzardata osservazione è del Miatello). "Mai notato un vespaio del genere nella storia dell''arte" - ribadisce Bruno Peloso, docente di sociologia del pensiero (disciplina che studia l'effetto propagatore di un pensiero embrionale che si allarga a fenomeno sociale, ad una comunità più estesa).
L'opera editoriale, realizzata col contributo di Veneto Banca Holding in occasione del Quinto centenario della morte dell'artista castellano-cipriota (originale deduzione di Enrico Guidoni, seguito dai suoi seguaci, fra i quali Ugo Soragni, che Giorgio sarebbe figlio di Cigna da Mondovì, ecco che il pennuto bianco ricondurrebbe alla firma dell'autore del quadro), si distingue per l'eccezionale riproduzione fotografica del dipinto, ripreso in ogni suo minimo particolare, che finora non si era abituati di vedere. "Chissà se un giorno avremo i libri d'arte così grandi a costi abordabili" - sospira Mario Vanzetti, che di mestiere fa il ferroviere.


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Zorzo da Castelfrancho era morto più di fanno da peste
Venezia, 13 maggio 2010. L’8 novembre 1510, Taddeo Albano, mercante in Venezia, scriveva ad Isabella d’Este, duchessa di Mantova, che Zorzo da Castelfrancho era morto più dì fanno da peste. 500 anni, dunque, ricorrono nel 2010 dalla prematura fine del più grande tra i figli della terra di Castelfranco Veneto e unica città italiana connotata, oggi e nei secoli scorsi, dalla memoria e dal mito dell’artista, per custodire due tra le sue opere più famose: la Pala, nel Duomo di S. Maria Assunta e S. Liberale, e il Fregio, nella Casa Marta-Pellizzari, detta “di Giorgione”.
Il forte legame della città con Giorgione si rese manifesto e solenne nel 1878, in occasione del IV° centenario della nascita, quando il Comune fece innalzare un monumento al pittore sopra un isolotto del fossato circuente l’angolo nord-est del castello medievale. In tal maniera, l’artista assurgeva definitivamente a simbolo stesso della comunità castellana. Nei tragici momenti dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, si decise il trasferimento della Pala a Firenze, lontano dal fronte e dalle bombe. Al ritorno, si assicurò una degna collocazione del dipinto nella nuova cappella Costanzo, inaugurata nel 1935. Lì, dopo il restauro del 2002-2003, protetta da un teca climatizzata, la Pala sollecita ammirazione ed emozioni, ogni anno, in migliaia e migliaia turisti.
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  PUBBLICAZIONI

B+M Edizioni-AIDA
I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa
Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65;
A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II)
I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione);
J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione);
J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione);
Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512);
A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione;
Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa;
I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, I furti d'arte (2008)
A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009)
A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009)
Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)

La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a:
museogiorgione@info.it


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