Castelfranco, 15 dicembre 2009. Un servizio giornalistico è completo se ha come corollario delle immagini che storicizzano l'evento. Essendo una mostra di quadri ed altri oggetti di valore il fotografo Alcide Boaretto (Fotocronaca Padova) cerca di coglierne l'essenzialità, senza tanti fronzoli. E' la redazione poi che gli chiede, fra centinaia di scatti eseguiti nel tempo datogli a disposizione dagli organizzatori (*), di selezionare quelli più inerenti all'oggetto della mostra.
"In Copertina", sta per Home Page, rubrica che mette in risalto Giorgione e la sua attualità. E' la prima pagina del sito Museogiorgione.it che si trasforma in agora di opinioni, dibattiti, materiali reperiti in Rete. Una novità assoluta, in quanto si esce dai canoni tradizionali. Un archivio di notizie che non sia solo "copia e incolla", ma che stimoli un interesse magiore di quanti si sentono attratti dall'arte del Rinascimento, di cui Giorgio da Castelfranco è stato uno dei maggiori esponenti. Non è importante il numero delle opere a lui attribuibili ma quanto dimostra di essere attuale. E' difficile ma almeno offre mille risvolti interpretativi. Le immagini che riproducono il Museo Casa Giorgione ed i suoi arredi sono di Alcide Boaretto, in esclusiva per ASIAC, agenzia stampa quotidiana. Le foto possono essere usate citando la fonte: Foto A. Boaretto - Aidanews.
Tracking Giorgione, un romanzo di Thomas Kabdebo
(Il testo in inglese è stato pubblicato ma con il traduttore automatico si è trasformato in italiano) Brandon, maggio 2009, l'Irlanda (Professore, Katalin Keserű, storico dell'arte). Rivedere questo bellissimo libro, mi preme sottolineare anzitutto la riproduzione di un dipinto del Rinascimento italiano in copertina. Il suo nome è pittore Giorgione (in veneziano Zorzone, Zorzo Barbarella da / de Castelfranco). Tutto intorno a questo pittore è stata incerta nella storia dell'arte: il suo nome, cognome e luogo di nascita, e - quel che più conta - la sua opera. Gli autori di diverse monografie e studi hanno attribuito un diverso numero di opere a lui. Vorrei qui citare soltanto uno dei suoi ammiratori, ungherese di nascita, storico dell'arte Johannes Wilde, che divenne un noto membro della cosiddetta scuola inglese di storia dell'arte. Nel suo libro sulla pittura veneziana, Johannes Wilde parla solo di 4 dipinti di Giorgione autentica, mentre lui ci introduce nel mistero della vita-lavoro, citando i documenti di pochissimi, trovate da ricerche in relazione con esso. Uno di questi è posto al centro del romanzo di un altro uomo, nato in Ungheria, Thomas Kabdebo, che decise di rilevare alcune delle opere mancanti del pittore italiano.
Treviso, 4 maggio 2010 (dall’inviata Laura). I bambini di 11anni che frequentano catechismo e i Sacerdoti sono andati a visitare il seminario Vescovile di Treviso. Questi alunni hanno visitato questa “casa”, il 25 marzo, per capire come funziona il cammino per diventare Sacerdoti. Nell’edificio c'è un museo dedicato a Papa Pio X. Intervistando qualche bambino, è risultato che alla maggior parte l'uscita è piaciuta, alcuni si sono stancati, altri non hanno apprezzato, però tutti hanno ringraziato per l’ospitalità. (Nella foto: “Fragilità”, opera esposta al Mart di Rovereto di G. Hudson).
L'impressionismo e il realismo di Fausto Zonaro
Monselice, 1 maggio 2010 (di Graziella Andreotti). Fino al 23 maggio 2010, momenti di luce e di poesia nella mostra che Monselice dedica all'artista Fausto Zonaro e alla moglie Elisa Pante. Natura, storia e arte hanno creato questo angolo di Veneto incredibile strappato alla pianura. Cipressi e robinie, festoni di glicine, peonie rosa, aromi di rosmarino e melissa vi accompagnano su, verso la rocca. Una scalinata porta alla chiesa di San Paolo fra il canto della fontana di Mario Botta e una colata di rose rosse. L'interno è uno spazio in movimento che corre su vetri, corridoi, gradini, a scandire la voce del tempo dal VII secolo. E' qui che rivivono dolci suggestioni e impressioni con l'orto di Masi, la ginestra, i papaveri, la vecchia serra sul Vesuvio, le vedute di Venezia, la luna di Istanbul, i cimiteri e le moschee, i notturni e la neve dalla casa di Besiktas, gli autoritratti e i ritratti della moglie, delle figlie e della madre. Grande tela del 1886 è il capolavoro giovanile 'O pazzariello (Il banditore), in cui Zonaro rappresenta una Napoli brulicante dai colori accesi. La vocazione per le scene quotidiane si rivela anche in Vecchie conoscenze, tela del 1885, ricca di fascino, con una vivacità espressiva nuova, tutta napoletana, ma in cui si sente l'influsso dell'amico veneziano Giacomo Favretto, in questo periodo in mostra a Roma. E' probabile che anche il gusto per il pastello maturi proprio nel periodo napoletano.
La pittura di Fausto Zonaro e la fotografia di Elisa Pante al san Paolo di Monselice
Monselice, 29 aprile 2010 (di J. Belhumeur e A. Miatello). "Fausto Zonaro ed Elisa Pante, due artisti veneti alla corte del sultano” è il titolo dell'esposizione che si è aperta sabato scorso a Monselice, presso il complesso museale San Paolo. Si tratta di una coppia di artisti che ebbero fortuna a Costantinopoli, alla fine dell'800, quando la fotografia inizierà ad essere il supporto principale dei pittori. La storia dei due artisti inizia nelle campagne venete. Zonaro nacque a Masi, tra Padova e Rovigo nel 1854, suo padre era muratore ma fu aiutato da altri per continuare gli studi. Ancora giovane si trasferì a Venezia, dove cominciò la sua produzione artistica. Proprio qui conobbe la ventunenne maestra bellunese di buona famiglia Elisa Pante, sua allieva. "Dall’affiatamento artistico sbocciò presto il sentimento" - precisa Manlio Gaddi, coordinatore della mostra. Nel 1891 Elisa Pante approdò in Turchia, per cogliere nuove opportunità professionali per sé e per il compagno. In quel tempo era di moda viaggiare a bordo di navi e "scoprire nuovi mondi". Si racconta che Elisa fosse stata attratta "dal libro di Edmondo De Amicis, Costantinopoli, e dal fascino che l'Oriente esercitava a quel tempo in tutta Europa" - spiega Carlo Dal Pino che assieme a Chiara Costa e a Pierpaolo Luderin dell'Università di Padova (Livianum) hanno curato la mostra. Sarà raggiunta da Zonaro.
Dal Codice Da Vinci agli studi degli esperti. Il giallo della donna ritratta nel Cenacolo (san Giovannina)
Milano, 20 aprile 2010 (echi di cronaca). Il Cenacolo di Leonardo è uno dei capolavori più noti e studiati al mondo. Il lungo restauro, le condizioni di difficile conservazione dovute ai «vizi d'origine» della parte sulla quale è stato realizzato l'affresco, sono tra gli elementi che negli anni lo hanno riportato all'attenzione del pubblico. Ma c'è anche una parte legata alle interpretazioni del «linguaggio» di Leonardo che ha impegnato, da sempre, molti studiosi. Un filone che, per la quantità di misteri che sembra racchiudere, ha avuto una traduzione «popolare» di grande successo grazie al libro (e al film che ne è stato tratto) Il Codice da Vinci di Dan Brown. Un successo mondiale, quello dello scrittore americano, che ha indirizzato anche le principali attenzioni del pubblico su alcuni particolari dell'affresco. Come quello della «figura femminile» accanto a Gesù, molto funzionale alla ricostruzione di Dan Brawn per la tesi del matrimonio tra Cristo e la Maddalena e la successiva discendenza, mantenuta segreta e protetta dai Templari. Il romanzo fa riferimento sia alla simbologia (la V che si forma tra San Giovanni e il Cristo) sia alla rappresentazione, effettiva, di una donna (la Maddalena) e non dell'evangelista, alla destra di Gesù. Ovviamente la verità romanzata, che pure si basa su ipotesi di studio consultate da Dan Brawn, affascina. Ma davvero, nel suo affresco, Leonardo ha dipinto una donna al posto di San Giovanni?
Jaynie Anderson Antonio Antonioni Graziella Andreotti Jeanne Belhumeur Paolo Bernasconi Alcide Boaretto Manlio Brusatin Fabia Cigni Tullio Cigni Gabriella Delfini Daniele Donegà Michèle Garzon Enrico Guidoni Thomas Kabdebo Nazzareno Manganello Claudio Malvestio Angelo Miatello Nadia Scardeoni Carlo Sgorlon Carlo Valery Madeleine Vallon Alvise Zorzi
PUBBLICAZIONI
B+M Edizioni-AIDA I Quaderni del Museo Giorgione, (Vol. I - II già usciti, formato cm.28x2, ill. e bross.); 6^ ristampa Angelo Miatello, Giorgione. Sulle famiglie Costanzo de Verni, committenti di Giorgione, ISBN 88-88356-02-9, 2004, p. 65; A. Miatello, Scritti vari attorno alla Pala (Vol. II) I Quadernetti del Museo Giorgione (Vol. I-VI già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 Jaynie Anderson, On the importance of Giorgione's Castelfranco Altarpiece (2^ edizione); J. Anderson, De l'importance du retable de Giorgione à Castelfranco (2^ edizione); J. Anderson, Dell'importanza della Pala di Giorgione a Castelfranco (2^ edizione); Giovannina Majer, Tre bandiere veneziane (1512); A. Miatello, Gaston de Foix e Giorgione; Alvise Zorzi, Il tempo di Giorgione a Venezia e in Europa; I Quadernetti di Aidanews (Vol. I-V già usciti, formato cm.14x21, ill. e bross.) una copia €4,00 A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, I furti d'arte (2008) A. Miatello, Beni cultutali e guerra (2009) A. Miatello, Beni culturali e guerra (2009) Lidia Panzeri, Interviste a Maria Lai, Angela Vettese, Paolo Baratta, Aaron Betsky, Robert Storr, Michelanfgelo Pistoletto, Richard Serra, Daniele Hirst, Alfredo Bianchini, Luca Massimo Barbero, Philippe Rylands (2009)
La tiratura di questi quadernetti è limitata e le richieste vanno fatte a: museogiorgione@info.it