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| JACOPO BASSANO: Il pittore che gioca con la natura |
Bassano del Grappa, 2 marzo 2010 (cronaca locale). In occasione dei Cinquecento anni dalla nascita del grande pittore veneto rinascimentale Jacopo Bassano, la Regione del Veneto e la città di Bassano del Grappa propongono un ambizioso programma triennale volto a celebrarne la figura (l'artista nacque e morì, nel 1592, a Bassano; il suo vero nome era Jacopo da Ponte). La fastosa inaugurazione sarà segnata, il 6 marzo prossimo, dall'apertura della mostra «Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell'occhio». Sede, il Museo Civico di Bassano. «Un evento culturale di eccezionale valore non soltanto per Bassano ma per l'intero Veneto » - così ha dichiarato la dott.ssa Ericani - «Siamo riusciti a ottenere alcuni prestiti straordinari che integrano la nostra famosa collezione di autografi di Jacopo Bassano».
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«Proponiamo così un'eccellente ricostruzione del percorso del grande pittore dagli esordi fino alla fine degli anni Settanta - prosegue la curatrice - con alcune incursioni fino agli anni Ottanta». Diversi gli studi e le ricerche sullo stile di Jacopo Bassano, che si presenta suddiviso in tre grandi periodi. Il primo caratterizzato da un deciso naturalismo; il secondo improntato al manierismo e ispirato alla pittura del Centro Italia; il terzo, infine, che segna un ritorno a un naturalismo interpretato da un tocco coloristico peculiare e un nuovo rapporto tra luce e ombra. Uno sperimentalismo e un amore per gli elementi naturali, insomma, che delineano uno spazio di forte originalità, accanto ad artisti del calibro di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Tra i pezzi da non perdere, il Riposo durante la fuga in Egitto (1547 ca.), proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana e mai dato a una mostra, e La cacciata dei marcanti dal Tempio (1535 ca.), che arriva da una collezione privata londinese e che mostra un naturalismo sempre più legato alla resa realistica della natura. Sconcertante dal punto di vista stilistico sono i Due bracchi legati al tronco di un albero (1549 ca., dal Louvre). I pezzi più importanti da ammirare: dall'Adorazione dei Magi del Barber Institute of Fine Arts di Birmingham all'inedito Ecce Homo di una collezione privata fino al San Cristoforo proveniente, in prima assoluta, dall'Havana. «Proprio con quest'opera - aggiunge Ballarin, coautore della mostra - si apre la fase finale del manierismo di Jacopo e s'introducono le prime "pastorali" del grande artista ». La nuova forza unificatrice attribuita alla luce appare finalmente prepotente in un altro capolavoro in mostra, l'Adorazione dei pastori che, proveniente in questo caso da Houston, inaugura il linguaggio più maturo di Jacopo. Il titolo della mostra, d'altra parte, nel riecheggiare lo scrittore veneziano seicentesco Marco Boschini, parla da solo, e ci dipinge uno Jacopo Bassano «più realistico del reale». Numerose le iniziative che, dopo questa grande esposizione, costituiranno il triennio celebrativo. A partire dal convegno internazionale del prossimo dicembre, fino all'originale mostra «I Bassano ai raggi X» (dicembre 2010- marzo 2011) che condurrà il pubblico nel «dietro le quinte» delle opere d'arte, per arrivare, tra varie iniziative di ricerca e valorizzazione, al grande evento espositivo finale del 2012, «Jacopo Bassano, i figli, la scuola e l'eredità».
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