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  LE OPERE DELLA MOSTRA GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010

Carrellata di immagini sulla mostra inaugurata il 12 dicembre 2009. Le più gettonate sono: Tempesta, il tramonto, le tre Età, Venere, il Cristo portacroce. Rimangono di molto distanziate le opere che riproducono ritratti "tristi e complicati" e banali paesaggi. Le opere considerate della cerchia di Giorgione sono viste con molta fretta dai visitatori, sbalorditi piuttosto dal contrasto tra azzurro dei pannelli e le grosse cornici d'oro (non originali).
Il bookshop è misero. Peccato che i responsabili dell'assesorato alla cultura non abbiano esposto veramente tutte le pubblicazioni su Giorgione che sono depositate in biblioteca. Strano che il dr. Cecchetto non si sia accorto dei Quadernetti del Museo Giorgione. Molto strano.  


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  Giorgione 1510-2010
GIORGIONE 1510-2010: LA CITTA' DI CASTELFRANCO GLI TRIBUTA UNA GRANDIOSA MOSTRA

.:: Wenceslaus Hollar (da Giorgione)Autoritratto in veste di Davidincisionecm 26,1x19,5Vienna, Albertina Museum ::.

Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione
12 dicembre 2009 - 11 aprile 2010
Una mostra senza uguali:l’omaggio della sua terra d’origine al grande pittore veneto
.
Roma, 2 ottobre 2009 (servizio a cura di A. Miatello. La redazione ASIAC è così composta: Jeanne Belhumeur, Alcide Boaretto, Madeleine Vallon, Michelle Garzon Bouak, Antonio Antonioni, Robert Severino, Carlo Valery, François Monnier). Un appassionato viaggio alla scoperta del più enigmatico e misterioso artista del Rinascimento. Una mostra che riunisce nella città natale, Castelfranco Veneto, un nucleo incredibile di capolavori del maestro che, come nessun altro, ha fatto accapigliare studiosi e storici dell’arte alla ricerca di verità documentate che ancora mancano, dando adito alle più diverse e talvolta azzardate interpretazioni, sulla sua vita e la sua produzione: GIORGIONE.

.:: GiorgioneLe tre età dell'uomoolio su telacm 62x78Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina ::.

Si sono spesi fiumi di parole e d’inchiostro nel tentativo di cogliere e interpretare la figura, la poetica, la realtà storica di Giorgione. Eppure il Maestro di Castelfranco, cui vengono attribuiti alcuni dei più noti capolavori del Rinascimento italiano, sfugge ad ogni tentativo di delineare una biografi a certa, un catalogo delle opere defi nito, un’interpretazione unanime del signifi cato di talune sue realizzazioni. Tanto la sua vita e la sua presenza risultano tuttavia fugaci – muore a poco più di trent’anni e la sua produzione viene circoscritta al massimo a tre soli lustri – altrettanto pregnante e rivoluzionaria appare la sua opera, capace di infl uenzare, con la potenza lirica della sua arte, l’uso del colore, e quel nuovo equilibrio tra uomo e natura, stuoli di artisti di diverse generazioni, lasciando un segno indelebile e imprescindibile per gli sviluppi della storia artistica seguente.
Il “fenomeno” Giorgione è dunque una realtà.
I 500 anni dalla morte di Zorzi da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477/78 – Venezia 1510), secondo le ricostruzioni più accreditate, ricorrono nel 2010 e Castelfranco Veneto, città che oltre ad aver dato i natali al grande artista conserva uno dei suoi più importanti capolavori (la famosa Pala di Castelfranco) e uno dei pochissimi affreschi attribuiti al maestro (Il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche), promuove insieme alla Regione del Veneto – che ha anche istituito un apposito Comitato Regionale per il V centenario dalla morte di Giorgione – un’esposizione di alto respiro, in programma dal 12 dicembre 2009 all’11 aprile 2010 presso il Museo Casa Giorgione, la cui recente inaugurazione negli ambienti di Casa Barbarella ha dato il via alle celebrazioni giorgionesche. .:: Giorgione o Tiziano (lunetta attribuita a Tiziano Vecellio o bottega)Cristo portacroce (con lunetta soprastante raffigurante l'Eterno con Angeli)dipinto su tela (lunetta, dipinto su tavola)cm 71x91x3 (dipinto)Venezia, Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco ::.
Una mostra che è una sfida dal punto di vista scientifi co ed organizzativo, promossa con il sostegno fondamentale di Fondazione Monte dei Paschi di Siena e di Fondazione Antonveneta, la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, della Provincia di Treviso, Parrocchia del Duomo di Castelfranco Veneto-Diocesi di Treviso e con il contributo di Banca Antonveneta, curata da Lionello Puppi (presidente del Comitato Regionale per il V centenario), Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani) e Enrico Maria dal Pozzolo (Università degli Studi di Verona) e co-prodotta dal Comune di Castelfranco Veneto e Villaggio Globale International; che non mira a dare risposte definitive o soluzioni (nonostante le ricerche d’archivio condotte e le indagini rifl ettografi che e diagnostiche promosse su molti dipinti) ma a suggerire, evocare, meravigliare, lasciando che le opere straordinarie, convocate nel piccolo borgo veneto, i documenti, le tesimonianze, diano vita ad un racconto straordinario.
.:: Taddeo Albano a Isabella d'EsteLettera, Venezia, 8 novembre 1510inchiostro su carta, tracce di sigillo perdutoArchivio Gonzaga, busta 1893, c.68cm 23x22Mantova, Archivio di Stato ::.E i maggiori musei internazionali – dall’Ermitage di San Pietroburgo agli Uffi zi e Palazzo Pitti a Firenze, dalla National Gallery di Londra alla Galleria Borghese e Palazzo Venezia a Roma, dal Kunsthistorisches di Vienna alla National Gallery di Edimburgo, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Louvre di Parigi fi no alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, al Museo di Capodimonte a Napoli a Castel Howard nello Yorkshire – hanno accettato e contribuito alla sfida.
Proprio sul “fenomeno” Giorgione 
– fatto di capolavori del maestro (dalla “Tempesta”, alle “Tre età” di Palazzo Pitti dal “Tramonto” alla “Madonna con Bambino” dell’Ermitage) ma anche di densissimi incroci artistici e culturali che concorrono a suggerire significati, chiavi di lettura, ruolo e peso storico dell’arte giorgionesca o, ancora, a fornire spunti per un’evanescente biografi a e per una rilettura del mito – s’incentra questa epocale mostra che propone, come mai prima d’ora, una radiografi a attenta e dettagliata anche dell’ambiente e del contesto, culturale e spirituale, del grande pittore tra la fi ne del Quattrocento e il primo decennio del Cinquecento, suggerendo un “sistema” attorno al geniale artista e da lui stesso alimentato.
.:: Giulio Campagnola Mulino presso un fiumepenna su carta biancacm 16,1x26,3Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi ::.
Per concludere – accanto ai numerosi dipinti di Giorgione eccezionalmente concessi – troveranno posto, in una straordinaria sinfonia che riporta al fecondo ambiente veneziano del tempo, opere importanti di Giovanni Bellini, Vincenzo Catena (alla cui bottega pare essersi formato) Albrecht Dürer, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Lorenzo Costa, il Perugino, Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Boccaccio Boccacino, Garofalo, ma anche i volumi dei suoi biografi – da Castiglioni, Pino, Vasari, Dolce – e quelli di letterati, musici, intellettuali – da Petrarca a Bembo - che contribuirono a creare il milieu culturale del quale potrebbe essersi alimentato; e ancora i bronzi dei Lombardo, del Riccio e di Severo da Ravenna, le incisioni di Teniers e di Zanetti, anche a ricordare i perduti Giorgione e in particolare gli affreschi del Fondaco ove Zorzi lavorò accanto a Tiziano.


 
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