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  LE OPERE DELLA MOSTRA GIORGIONE

Mostra Giorgione 1510-2010

Carrellata di immagini sulla mostra inaugurata il 12 dicembre 2009. Le più gettonate sono: Tempesta, il tramonto, le tre Età, Venere, il Cristo portacroce. Rimangono di molto distanziate le opere che riproducono ritratti "tristi e complicati" e banali paesaggi. Le opere considerate della cerchia di Giorgione sono viste con molta fretta dai visitatori, sbalorditi piuttosto dal contrasto tra azzurro dei pannelli e le grosse cornici d'oro (non originali).
Il bookshop è misero. Peccato che i responsabili dell'assesorato alla cultura non abbiano esposto veramente tutte le pubblicazioni su Giorgione che sono depositate in biblioteca. Strano che il dr. Cecchetto non si sia accorto dei Quadernetti del Museo Giorgione. Molto strano.  


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  Giorgione 1510-2010

E' la nuova rubrica in cui vengono pubblicati materiali, notizie e commenti sulla mostra che si svolgerà a Castelfranco Veneto dal 12 dicembre 2009 per il Quinto Centenario della morte di Giorgione. La mostra di opere d'arte che sarà allestita alla Casa Museo Giorgione di Castelfranco terrà conto del primo periodo giovanile dell'artista castellano, in quanto si è ormai uniformata l'opinione pubblica di storici dell'arte che la Pala di Castelfranco sia stata eseguita attorno al 1499-1500 e non come molti erroneamente o "di riflesso" hanno asserito date diverse (1503, 1504, 1505). Oltre alla Pala, c'è anche il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche della stessa Casa e alcune importanti opere che saranno prestate da musei internazionali (Uffizi, Vaticani, Boston, San Pietroburgo, Londra, Vienna). Un convegno di studiosi sarà organizzato in quei giorni ed un ricco catalogo sarà pubblicato per l'evento storico giorgionesco (Villaggio Globale International ne è il propulsore dell'evento).
Si auspica che da questi importanti appuntamenti si partorisca una fondazione che abbia il compito primario di rappresentare a livello planetario l'indicizzazione su tutto quello che è stato o che sarà pubblicato attorno a Giorgione e alla sua epoca (dal 1470 in poi).
Giorgio da Castelfranco, detto Zorzon, toscanizzato da Vasari quale "Giorgione", ha avuto la sfortuna di non essere mai stato ben identificato ("figlio di Cigna da Mondovì", ha scritto più volte il prof. Guidoni, per il Melchiori invece "é un Barbarella, nato a Vedelago) ma la fortuna di diventare uno dei massimi interpreti dell'arte moderna, sia concettuale che estetica, sebbene per il "poeta e scrittore" Pietro Bembo contemporaneo di Giorgione, la pittura e la scultura (come del resto l'architettura) fossero ancora "delle arti minori", esprimendo così il pregiudizio che al tempo di Giorgione e Caterina Cornaro continuava a serpeggiare nei salotti dell'aristocrazia veneziana. Non però fu la stessa opinione di certi collezionisti di Giorgione, che lo amacvano così tanto da essere gelosi custodi di suoi "quadretti". 
Ma Giorgione con le sue poche opere (chi dice 15 e chi invece 42) che ci sono rimaste - tra ritratti, scene religiose, mitologiche, vedute - a volte scavalca persino i più grandi e prolifici protagonisti del Rinascimento. Perchè è il primo a trasformare un'opera pittorica in diversi modi di interpretazione.
La poetica inizia con lui quel lungo percorso che permette alla pittura di superare persino la scultura (chi si ricorda dei pensieri di Arturo Martini che ad un certo punto della sua carriera voleva abbandonare la scultura per iniziare a dipingere?) e farsi "innamorare sia da persone iniziate che da normali osservatori". La cosa più importante è saper spiegare i mille particolari che ogni dipinto di Giorgione possiede.  



Una nuova monografia sulla Pala di Giorgione curata da Delfini ed edita da Bozzetto

Castelfranco, 25 gennaio 2010 (servizio di A. Miatello). Alla presenza di un vasto pubblico invitato dalla Banca Popolare di Vicenza si è tenuta oggi pomeriggio la presentazione del volume d'arte Giorgione, La Madonna in trono con il Bambino tra i Santi. Sono intervenuti Gianni Zonin, presidente della banca vicentina, il sindaco Maria Gomierato e Antonio Paolucci, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni giorgionesche (V Centenario della morte 1510-2010). Soddisfatti i presenti per la bellissima prolusione di Paolucci che si è convertito al giorgionesimo e sembra ormai convinto che la Pala di Castelfranco sia veramente la prima opera del Rinascimento italiano, per la sua straordinaria composizione e per il modo in cui un artista ha saputo trattare dei temi, a volte anche uno opposto all'altro. Paolucci ha una verve innata e sa rendere facile un linguaggio che rimane a volte non tanto ermetico ma convulso. E' soddisfatto del "libro d'arte a forma di atlante" dove qualsiasi persona può scorrere le immagini del dipinto di Giorgione e scorgere i particolari, le screpolature, i toni del colore, le espressioni dei volti. Ripercorre in pratica quasi tutta la stesura del testo per sommi capi, omettendo qualche volta anche le riflessioni più genuine della dott.ssa Gabriella Delfini che ha preferito rimanere in disparte. E' una signora formidabile che per missione ha scelto la salvaguardia del patrimonio storico-artistico. Lo scrivente non avrebbe fatto così, avrebbe messo accanto al banchiere e al politico anche la scrittrice e l'editore, le regole sono uguali per tutti. Non vorremmo che si pensasse che da domani in poi avremo solo libri di foto giganti e quattro-cinque colonne generiche sul quadro...perchè siamo stanchi di leggere.
La Pala di Costanzo, che per Paolucci rappresenta "Sacre conversazioni nella campagna veneta" ed "è un'opera d'arte con un sistema di relazioni diverse", può comunque ora essere meglio studiata anche standosene a letto. Ci sono due o tre monografie su quest'opera del 1499, ma questa è e rimarrà senz'altro "une pierre milière", come direbbero i francesi. Bozzetto è un fotografo editore che dimostra di possedere quel Dna dell'artista imprenditore che ormai nel bassanese e nel Veneto più vasto è una figura ben radicata. Qualità di pochi che amano il loro mestiere, a volte anche di più della moglie (si fa per dire), che ci mettono una tale passione che si vedono poi i risultati. Il libro contiene 22 immagini, alcune delle quali di formato 80x60, 40x30, 30x15 con un testo a tergo della Delfini che ripercorre con molta fluidità la storia e i significati della Pala.


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GIORGIONE E CASTELFRANCO: FINALMENTE UNITI

San Sebastiano, 1495 ca.Castelfranco, 10 dicembre 2009 (di Alberto Gottini-Silvestri). A 500 anni dalla sua morte un grande evento celebra il genio e la grandezza di un artista che ha dato vita ad opere simbolo del Rinascimento italiano. Le celebrazioni hanno preso il via a maggio 2009 con l'inaugurazione del Museo Casa Giorgione, dove la figura enigmatica dell'artista e il suo contesto culturale si materializzano attraverso opere, ambienti e ricostruzioni architettoniche. La Pala del Duomo e il Fregio delle arti liberali e meccaniche sono il più grande patrimonio cittadino, protagonisti dell'allestimento museale assieme alla Casa del ‘400, sede della collezione, che ha ospitato il Maestro al lavoro.


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IL CRISTO PORTACROCE DI BELLINI CON GIORGIONE A CASTELFRANCO
Rovigo, 21 ottobre 2009 (di Graziella Andreotti). La piccola tavola “Cristo portacroce” (1505/1510) di Giovanni Bellini farà parte della mostra di risonanza internazionale che Castelfranco Veneto dedica a Giorgione a 500 anni dalla morte. Una mostra con tre anni di preparazione, curata da Antonio Paolucci direttore dei Musei vaticani, da Lionello Puppi e da Enrico M. dal Pozzolo, e che riunirà i capolavori di questo artista del Rinascimento, enigmatico e misterioso con verità documentarie ancora lacunose.
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GIORGIONE 1510-2010: LA CITTA' DI CASTELFRANCO GLI TRIBUTA UNA GRANDIOSA MOSTRA

.:: Wenceslaus Hollar (da Giorgione)Autoritratto in veste di Davidincisionecm 26,1x19,5Vienna, Albertina Museum ::.

Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione
12 dicembre 2009 - 11 aprile 2010
Una mostra senza uguali:l’omaggio della sua terra d’origine al grande pittore veneto
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Roma, 2 ottobre 2009 (servizio a cura di A. Miatello. La redazione ASIAC è così composta: Jeanne Belhumeur, Alcide Boaretto, Madeleine Vallon, Michelle Garzon Bouak, Antonio Antonioni, Robert Severino, Carlo Valery, François Monnier). Un appassionato viaggio alla scoperta del più enigmatico e misterioso artista del Rinascimento. Una mostra che riunisce nella città natale, Castelfranco Veneto, un nucleo incredibile di capolavori del maestro che, come nessun altro, ha fatto accapigliare studiosi e storici dell’arte alla ricerca di verità documentate che ancora mancano, dando adito alle più diverse e talvolta azzardate interpretazioni, sulla sua vita e la sua produzione: GIORGIONE.


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