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  Mostre
Si tratta di una nuova rubrica che tiene conto di mostre di alta qualità che possono variare di periodo storico rispeto al Rinascimento. Ospitiamo volentieri testi e immagini per la loro promozione culturale e turistica.


SEBASTIANO RICCI TRA LE SUE DOLOMITI

«Celebrazioni dedicate ai trecentocinquant’anni dalla nascita del pittore bellunese Sebastiano Ricci (1659-1734)»
Sebastiano Ricci tra le sue Dolomiti.
La provincia di Belluno celebra il pittore bellunese nella ricorrenza dei trecentocinquant’anni della sua nascita
Nell’ambito delle celebrazioni dedicate ai trecentocinquant’anni dalla nascita del pittore bellunese Sebastiano Ricci (1659-1734), il Comune di Belluno in collaborazione con la Provincia di Belluno, la Diocesi di Belluno Feltre, e la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso intende promuovere alcuni itinerari lungo le tracce di altissima qualità pittorica lasciate da Sebastiano Ricci nel territorio che lo vide nascere. Sebastiano Ricci tra le sue Dolomiti (30 aprile-29 agosto 2010) è un’iniziativa che vuole valorizzare alcuni capolavori del pittore, un omaggio all’artista e alla terra che gli diede i natali in piena sinergia e in concomitanza con la mostra organizzata presso la Fondazione Cini a Venezia, dal titolo: Sebastiano Ricci. Il trionfo dell'invenzione nel Settecento veneziano (in programma a Venezia dal 24 aprile al 11 luglio 2010).


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ANGELI. VOLTI DELL'INVISIBILE

Ferarra, 25 nmaggio 2010 (di Maria Paola Frolani).
“In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del suo popolo
(Daniele 12,1)
“Tobia e l’angelo” di Girolamo Savoldo (1522 – 1524), la “Annunciazione” di Filippo Lippi (1445 – 1450), la “Madonna con Bambino” di Sandro Boticelli e collaboratori (fine secolo XV), “Cristo morto sorretto da due angeli” di Paolo Veronese (1585 – 1588), “Abramo e i tre angeli e “L’Angelo soccorre Agar” di Gimbattista Tiepolo (1732 circa): sono solo alcune delle opere che sono esposte in una mostra di estremo interesse aperta fino al 3 ottobre 2010. Il suo fascino è dovuto prima di tutto per la sua localizzazione geografica: sede della mostra che non è  un grande museo, bensì un paesino di soli 300 abitanti che con fatica si può ritrovare sulla carta geografica, Illegio, in provincia di Udine. Seconda particolarità dell’esposizione è che l’organizzazione della stessa è dovuta all’intelligente tenacia di due sacerdoti: il primo è monsignor Angelo Zanello, presidente del Comitato di San Floriano; il secondo è don Alessio Geretti, che nel piccolo centro della Carnia di cui è parroco, Illegio appunto, organizza ogni anno una mostra facendo arrivare in Friuli capolavori da tutto il mondo. Quella di quest’anno si intitola “Angeli. Volti dell’invisibili” (catalogo Allemandi).


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GIOVANNI POGGESCHI: VEDERE LE COSE DEL MONDO

Bologna, 27 maggio 2010 (di Maria Paola Forlani). In occasione della donazione da parte della Compagnia di Gesù alla Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro di un nutrito corpus di opere dell’artista gesuita Giovanni Poggeschi (1905 – 1972), la Raccolta Lercaro ha inaugurato una mostra fino al 31 ottobre, dal titolo “Giovanni Poggeschi. Vedere le cose del mondo”, a cura di Andrea Dall’Asta, Elisabetta Notari ed Elena Vai.
L’esposizione annovera numerose opere, molte delle quali inedite, tra disegni, acquarelli, incisioni e dipinti che coprono l’arco di tutta la sua attività artistica.


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RUBENS A COMO dal 27 marzo al 25 luglio 2010

Como, 17 febbraio 2010 (A. Miatello, articolo messo in rete). La più importante rassegna italiana dedicata a Pieter Paul Rubens negli ultimi vent’anni, presenta a Como un percorso espositivo con 25 opere di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, provenienti dalla Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle arti e dal Liechtenstein Museum di Vienna, oltre a 40 lavori di pittori fiamminghi del Seicento quali Anton Van Dyck, Jacob Jordaens, Gaspar de Crayen, Pieter Boel, Theodor Thulden.

Per il settimo anno consecutivo, Como organizza un grande evento d’arte.

I successi delle mostre dedicate a Mirò, Picasso, Magritte, agli Impressionisti, a Klimt e Schiele, e ai maestri dell’Avanguardia russa Chagall, Kandinsky e Malevic, visitate da oltre 500.000 persone per una media annuale di circa 90.000 visitatori, hanno fatto del capoluogo lariano uno dei punti di riferimento del circuito espositivo nazionale.


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ANGELO MONICO – LA POESIA DEL SILENZIO (a cura di Tino Gipponi)

Lodi, 17 febbraio 2010. La poetica del silenzio è la vera essenza della pittura di Angelo Monico, schivo e austero protagonista della scena artistica lodigiana del secondo dopoguerra, al quale viene ora dedicato un ricordo significativo - a quindici anni dalla scomparsa - dal critico, amico e collezionista Tino Gipponi, curatore di una mostra monografica allestita dal 19 febbraio al 18 aprile 2010 presso lo spazio Bipielle arte di Lodi, gestito da Villaggio Globale International. 
A promuovere l’evento, che raccoglie la quasi totalità della produzione di Monico, con 37 dipinti, 30 disegni e diversi bozzetti di collezioni private, è la Banca Popolare di Lodi - con  il patrocinio del Comune e della Provincia di Lodi –  sensibile alla valorizzazione di una figura che, pur nella ritrosia a mettersi in luce, a esporre i propri lavori, a cercare in vita apprezzamenti da parte del mercato e della critica, era divenuto  punto di riferimento e sensibile animatore di quell’ambiente culturale che rendeva fervida e stimolante la città lombarda.
I lodigiani tuttavia non parvero comprendere la pittura dell’artista, “trepida e sommessa”, “matura e persuasivamente affascinante” fin dalle sue prime  esperienze, inducendo Monico - formatosi prima presso lo studio del pittore-decoratore Silvio Migliorini e poi a Brera - a un orgoglioso, testardo e sofferto isolamento, in cui la pittura divenne questione privata, arte per l’arte, pura riflessione interiore e “onesta poesia”. 


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