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Opere ed Ambienti
| "Opere ed Ambienti" è una rubrica che raccoglie le descrizioni su opere "firmate" da Giorgione e su quelle che sono per taluni "dubbie" e per altri della "sua cerchia". Gli ambienti invece sono tutto quello che stava attorno a Giorgio da Castelfranco, soprattutto da quanto si può leggere nelle recensioni di mostre recenti che hanno sempre un catalogo o di altre pubblicazioni. Il sempre più ricorso alla comunicazione in Rete ci permette di offrire testi e materiali utili per un approfondimento culturale e scientifico. Un supporto che molti ricercatori ci hanno chiesto. Per "firmate" s'intende di mano dell'artista, su cui la dottrina non ha più dubbi. Può succedere tuttavia, e nella storia dell'arte è frequente, che una tale opera considerata di Giorgio da Castelfranco sia declassata ad un altro artista o viceversa che un'opera assegnata ad altro artista sia di sua mano. E qui il dibattito tra vivi è molto acceso. Si è testimoni di classificazioni che possono allungare o accorciare il curriculum artistico di Giorgione, ma la cosa che più fa prurito è l'omissione volontaria nella bibliografia e nelle note di altri autori o altre tesi che hanno scritto prima. Una malattia accademica tutta italiana che col tempo ha formato "scuole di pensiero" che nel retroscena sta' per "concorsi", "posti da assegnare", "prodotti editoriali", "mostre ed eventi". Mai come in quest'ultimo decennio abbiamo (1998-2008) registrato la realizzazione di grandi eventi (da 5 milioni di euro l'uno) dove la componente massmediologica (costi di pubblicità, allestimento, polizze assicurative) incide per tre quarti il budget garantito. "La ricerca e il restauro conservativo sono ancora componenti di spesa poco sostenuti in Italia" (cf. Restituzioni 2008, BancaIntesa). |
| Le mura della Tempesta di Giorgine sono quelle di Padova |
Padova, 2 luglio 2010. "El paeseto in tela con la tempesta con la cingana et soldato, fu de man de Zorzi di Castelfranco". Il più famoso dei dipinti di Giorgione fu commisionato forse da Bartolomeo Campagnola, lo stesso committente che incaricò Giulio Campagnola di affrescare pochi anni prima (1505 circa) la Scoletta del Carmine, visibile nella Tempesta alla destra della cupola dei Carmini. L'identificazione del paesaggio architettonico nella città di Padova, proposta da Guidoni in Ricerche su Giorgione e sulla pittura del Rinascimento, permette di capire come il soggetto sia intimamente connesso con il mito e con le problematiche attuali della città.
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| IL RESTAURO DELL'ORTO BOTANICO | Padova, 26 marzo 2010 (echi di cronaca). Patrimonio mondiale dell’Unesco, l’Orto Botanico sarà oggetto di uno storico e accurato intervento di restauro e sviluppo a cura di Carron spa. L’Università di Padova ha affidato in questi giorni il prestigioso incarico all’azienda di San Zenone degli Ezzelini. «Padova è una città che sentiamo come la nostra seconda patria - dichiara Diego Carron presidente di Carron spa - Abbiamo concluso lavori importanti come l’ex Tribunale ora diventato il centro culturale Altinate/San Gaetano, stiamo seguendo i restauri di Palazzo Dondi dall’Orologio e del Palazzo vescovile.
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| LA PALA COSTANZO, GIORGIONE, IL MITO (testo inedito di J. Anderson) |
Giorgio da Castelfranco, riscoperto da Ridolfi 150 anni dopo
Castelfranco, 16 febbraio 2010 (testo di Jaynie Anderson. Servizio fotografico inedito di Franco Vanzo per Aidanews.it - Venezia, Gallerie dell'Accademia 2003. Impaginazione: Angelo Miatello; capo redattore: Jeanne Belhumeur; direttore immagini: Alcide Boaretto; vicepresidente dell'AIDA Genève: Madeleine Vallon)*. La storia classica della pittura veneziana dovrebbe iniziare con lo studio della Pala di Giorgione (in seguito Pala di Castelfranco, Pala), la quale introduce intellettualmente e cronologicamente, la “maniera moderna” dell’arte veneta nell’alto Rinascimento. Per la città di Castelfranco, la Pala è particolarmente importante perché è l’unica opera del celebre artista che si trovi nel suo luogo di nascita. Anche se non abbiamo documenti che attestino in maniera precisa quando e dove Giorgione sia nato, il suo nome, Zorzi da Castelfranco, garantisce il luogo della sua nascita. Questo nome si ritrova nei documenti relativi a dei lavori eseguiti a Palazzo Ducale nel 1507, e al Fondaco dei Tedeschi nel 1508 . In accordo con le prime biografie, Giorgione ha lasciato Castelfranco per svolgere l’attività di apprendista presso il maestro Giovanni Bellini, quando aveva circa l’età di 12 o 14 anni. Se è vero che è nato nel 1478, come lo afferma Giorgio Vasari nella sua seconda edizione delle Vite dei pittori (1568), Giorgione avrebbe lasciato la sua città natale, verso il 1492. (La collana dei Quadernetti del MuseoGiorgione può essere ordinata al LibroCo, via Borromeo, 48, San Casciano-Firenze)
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| E' uscito "Orsola svelata" di Tomaso da Modena, edito da Antiga | Treviso, 23 dicembre 2009 (echi di cronaca). Il ciclo di affreschi realizzato da Tomaso da Modena e relativo alla storia di Sant’Orsola, è apperna stato restaurato dalle abili mani dal maestro Antonio Bigolin. Lo conferma e lo attesta, con mirabili fotografie e contributi eccellenti, il libro "Orsola svelata" (grafiche Antiga). E già si pensa ad un nuovo restauro. Si tratta dell’affresco, il più grande dipinto da questo artista trecentesco, che si trova nella Sala del Capitolo a San Nicolò. Realizzato nel 1352 dal pittore, su ordine dei domenicani, ritrae i religiosi più illustri dell’ordine, da Domenico di Guzman a Tommaso d’Aquino, tutti "contenuti" in riquadri che raffigurano le celle ove i religiosi si ritiravano per pregare, per studiare e per riposare. Una delle figure affrescate usa gli occhiali ed è cosa insolita. È addirittura probabilmente che si tratti del primo esempio nella storia della pittura. Il restauro, che sarà affidato a giorni ad un abile professionista, è già stato finanziato da Ministero e Soprintendenza.
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| GIORGIONE: NUCLEARE SI NEL VENETO! LO AFFERMA GALAN |
Castelfranco Giorgione, 12 dicembre 2009 (echi di cronaca). Cosa centri il nucleare con Giorgione, non si sa. Ma intanto la cronaca infarcita di tante notizie anche questa pensa di vendere al pubblico. Nucleare? Basta coi “no”, secondo il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Per il governatore la questione va affrontata, evitiamo di rinviare ancora. «Al nucleare io non ho detto di no – ha affermato questa mattina Galan a margine dell’inaugurazione della mostra di Giorgione a Castelfranco –. Mi auguro che ci sia un dibattito».
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