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| Galilei a Padova, 1592-1610 - "Li diciotto anni migliori di tutta la mia età" |  Rivoluzionari, solo così possono essere definiti i contributi di Galileo negli anni padovani. Scoprendo la legge di caduta dei gravi (1604) e il moto parabolico dei proiettili (intorno al 1609), Galileo pone infatti le basi della nuova meccanica, raccogliendo al contempo prove fisiche a favore del sistema copernicano. L'applicazione del telescopio all'osservazione celeste lo porta inoltre alla pubblicazione del Sidereus Nuncius (1610), opera fondamentale nella storia dell'astronomia. Galileo contribuisce infine allo sviluppo di alcuni strumenti scientifici quali il compasso di proporzione, che grazie a lui si afferma e diffonde. Al Bo vengono presentati strumenti seicenteschi e diverse prime edizioni di opere di Galileo, tra cui una copia del Dialogo sui massimi sistemi del Mondo, con annotazioni manoscritte dello scienziato. Segue ampio servizio per le celebrazionbi galileiane 1609-2009.
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Caffè Giorgione, dibattiti
| LA TEMPESTA: LE DIVERSE INTERPRETAZIONI |
Padova, 2 luglio 2010. Nella raccolta Vendramin questo celebre capolavoro di Giorgione era indicato come "Mercurio e Iside". Ma sull'iconografia della Tempesta del Giorgione sono state fatte molte interpretazioni, a volte discordanti, suggestive e ingegnose, con documenti poco sicuri, frutto forse dell'immaginazione di chi scriveva. Ferriguto, colui che si è sbagliato nell'aver intravisto nella Pala i luoghi di battaglia del Costanzo (dalle parti di Valeggio sul Mincio) sostiene che si tratti di un'allegoria della natura. Richter invece sostiene più arditamente che l'opera si rifersica all'infanzia di Paride. In base all'ipotesi, condivisa da diversi studiosi, di un'origine illegittima di Giorgione (comunque non attestata da documenti), il Morassi e altri sostengono che nel quadro l'artista abbia voluto riferirsi alla sua vicenda personale. L'interpretazione del prof. Stefanini propende per una derivazione da Polifilo di Francesco Colonna. | Qualcun altro riconosce nella donna la ninfa Io che allatta il figlio Epafo, sorvegliata da Mercurio. Altro rinvio mitologico è offerto dalla proposte che si tratti della nascita di Bacco. A questo si contrappone l'idea di una rappresentazione biblica dei progenitori Deucalione e Pirra dopo il diluvio. Su una linea simile si muove il calabrese Salvatore Settis, che propende per una scena tratta della Genesi: Adamo ed Eva con il piccolo Caino dopo la cacciata dal Paradiso terrestre. A questa va collegata la rappresentazione del rilievo eseguito da Giovanni Antonio Amadeo per la facciata della cappella Colleoni a Bergamo. Ma con alcune differenze: nella versione di Amadeo Adamo è nudo e al posto del fulmine è scolpita l'immagine di Dio. La Tempesta di Giorgione, secondo Settis, potrebbe alludere alla condizione umana dopo la cacciata dal Paradiso terrestre, le colonne alla fugacità della vita umana e le rovine alla morte del paganesimo con l'avvento dell'era cristiana. Ma la rappresentazione del fulmine potrebbe essere anche un raffinato modo da parte di Giorgione di paragonarsi al grande pittore greco Apelle, che le fonti antiche tramandano come abilissimo nel dipingere il bagliore dei lampi. Si suggerisce anche il tema del Ritrovamento di Mosè, e la città sullo sfondo, in cui si riconoscono forme orientaleggianti, viene identificata come una città d'Egitto oppure Gerusalemme. Sostenendo che il committente dell'opera fosse Bartolomeo Campagnola, e non il Vendramin, il romano Guidoni in una sua ricerca pubblicata anche nella monografia dedicata a Giorgione riconosce nella città sullo sfondo Padova e sostiene che si tratti di un'allegoria della fondazione di Padova da parte di Antenore. Lo studioso riconosce nelle costruzioni e nella torre il Castello di Ezzelino e gli stemmi di Venezia e dei Carraresi sulle porte della città. La cupola che si veda in lontananza è quella della chiesa del Carmine, dalle parti di Ponte Molino che nel 1502-03 era in costruzione. Antenore, identificato nel soldato in primo piano, dopo la sua fuga dall'incendio che devastò l'antica Troia, giunse in Italia e fondò la città di Padova. Altra possibile lettura è quella dell'allegoria di due virtù: la fortezza, (l'uomo) e della carità (la donna), soggette alla fortuna (il fulmine). Secondo Calvesi, criticato dal Miatello perchè gli ha copiato l'identificazione del santo armato della Pala "san Floriano", la fusione di temi cristiani e pagani ha probabili riferimenti all’alchimia e alla filosofia neoplatonica, ma anche al sapere esoterico appartenenti alle cultura dell’aristocrazia veneta. L’armonia dei colori può essere un riferimento al concetto del mondo come armonia retta dall’amore divino, tema centrale del neoplatonismo. In quest’ottica può essere colta la rappresentazione del matrimonio del Cielo (uomo-Mercurio) e della Terra (donna che allatta-Gea). La città sullo sfondo indicherebbe l’Egitto, le rovine l’antica sapienza mercuriale, le colonne e il fulmine, rispettivamente la salita e ridiscesa di umori liquidi, aerei e del fuoco. Più in generale il mescolarsi dei colori sulla tela alluderebbe alla fusione degli elementi naturali, simile al ribollire dei metalli e delle sostanze negli alambicchi degli alchimisti, cultori dell’antica sapienza mercuriale.
Bibliografia.
A. Gentili. Giorgione. Dossier Art n.148. Giunti. Firenze, 1999 V. Lilli. L'opera completa di Giorgione. Classici dell'arte Rizzoli. Milano, 1966 Vasari, Vite, 1568 J. Andersion, Giorgione, peintre de la brièveté poétique, Lagune, Paris, 1997. M. Lucco, Giorgione, Electa, Milano, 1998 E. Guidoni, Giorgione, Roma, 2006 A. Miatello, I Quadernetti del Museo Giorgione, articoli vari 2008-2010 G. Cricco, F. P. Di Teodoro Itinerario mnell'arte. Vol. 3 Dal Rinascimento al Manierismo. Zanichelli Editore, Ozzano Emilia 2006 Vivere l'arte. A cura di C. Fumarco e L. Beltrame. Vol. 2 Dal Rinascimento al Rococò. Bruno Mondadori Editore, Verona 2008 La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986 R. Bossaglia Storia dell'arte. Vol 2 Dal Rinascimento al Barocco al Rococò. Principato Editrice, Milano 2003. P. Adorno, A. Mastrangelo. Arte. Correnti e artisti vol. II F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III. Fratelli Fabbri Editori E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006 G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Begamo 2006
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