Selezione di alcune immagini del book fotografico di Massimo Porcelli durante la fase finale dell'esecuzione delle opere di sabbia al Museo delle Fornaci Baghin di Castelfranco. Seguirà una pubblicazione paperbook all'inizio dell'anno con la presentazione ufficiale dell'Assessorato alla cultura di Treviso.
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Itinerari giorgioneschi
...Io veggo Giorgione imminente su la plaga meravigliosa, pur senza ravvisare la sua persona mortale; lo cerco nel mistero della nube ignea che lo circonfonde. Egli appare piuttosto come un mito che come un uomo. Nessun destino di poeta è comparabile al suo, in terra. Tutto, o quasi, di lui s'ignora; e taluno giunge a negare la sua esistenza. Il suo nome non è scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa. Pure, tutta l'arte veneziana sembra infiammata dalla sua rivelazione... G. D'Annunzio, Il fuoco, 1898
Itinerario giorgionesco, alla scoperta degli ambienti di Giorgione a cura di Jeanne Belhumeur e Angelo Miatello
LA TEMPESTA E LE VARIABILI INTERPRETAZIONI
Padova, 3 luglio 2010. La Tempesta: è una «coperta» del ritratto del capitano veneziano Erasmo da Narni detto il Gattamelata. Ritrarrebbe proprio lui vicino a Treviso, città di cui doveva ricostruire la cinta delle mura. L'ultima tesi di Guerrino Lovato esposta a Pordenone in occasione di una mostra dedicata al condottiero di Todi. Un artista e studioso veneziano, Guerrino Lovato, sta cercando di dimostrare che nel ritratto attribuito a Giorgione, detto del «Gattamelata», custodito agli Uffizi, siano in realtà riprodotte le fattezze di Bartolomeo d'Alviano e che il capitano di ventura sia inoltre raffigurato nella «Tempesta». La teoria è stata esposta a Pordenone, in un incontro organizzato dalla Provincia e dalla regione Friuli, in occasione della mostra dedicata al condottiero di Todi. Singolare ricerca che rimette in discussione l'interpretazione finora data alla "Tempesta" da Maurizio Calvesi che ne vede piuttosto delle metafore della natura, dei temi biblici e filosofici o le astrazioni concettuali da sempre riportate nei volumi della storia dell'arte, come nel volume di J. Anderson. Riportiamo un articolo di Aldo Trivellato (La Tribuna, 2 novembre 2002) "La battaglia tra D'Alviano ed Erasmo" che rinnova l'interesse diffuso nella ricerca di una verità plausibile sul significato delle opere straordinarie e spesso "misteriose" di Giorgio da Castelfranco, detto il Zorzon.
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I CARRARESI PERDUTI, GIOCO A SQUADRE
Padova, 12 maggio 2010 (echi di cronaca). Gioca anche tu e ti divertirai ad andare sulle tracce dei "Carraresi perduti". L'invito è rivolto a tutti i cittadini, in modo particolare ai giovani, dalla Delegazione di Padova del Fai (Fondo Ambiente Italiano), che ha organizzato l'evento in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune ed altri giornali.
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Giorgione tra i ponteggi dell'Accademia
Caterina Cornaro di Donizetti al Castello di Asolo (opera diretta da Roberto Zarpellon)
Treviso, 3 marzo 2010 (echi di cronaca). La Regina all’opera nelle stanze del suo castello. E’ con buona probabilità destinato a diventare l’evento lirico dell’estate il debutto in Asolo di “Caterina Cornaro” opera di Gaetano Donizetti mai rappresentata nella città dei Centorizzonti. Il lavoro verrà proposto come soggetto di punta ad Asolo il 30 luglio e 1 agosto nel castello della Regina dal festival Interflumina diretto da Roberto Zarpellon. E proprio il direttore d’orchestra ne concerterà la partitura, che vedrà invece la regia di Marco Bellussi. Ultimo debutto operistico della vita di Donizetti, il lavoro è ispirato alla vita di Caterina Cornaro, regina della città di Cipro dal 1474 al 1489. L’opera non è mai entrata stabilmente in repertorio;”a riprova di questo è che non esiste una partitura critica che contempli il doppio finale” spiega Zarpellon.
Venezia, 26 gennaio 2010 (di A. Miatello). Vi ricordate del fiore che si trova sulle spalle del cavaliere corazzato della Pala Costanzo? Ebbene è una stella di Betlemme. Così il cerchio si chiude e rafforza la nostra tesi che l'armatura simbolicamente parlando rappresenta il massimo esempio dell'araldica ospitaliera giovannita. Una corazza nera con una coccarda che ricorda il santo luogo dove è nato Gesù, quello stesso Gesù che vediamo in braccio alla Madonna. Ci son voluti diversi confronti per arrivare a questa conclusione alla quale ci ha aiutati Daniele Benati e Antonio Paolucci di recente incontrati per la mostra Fiori al San Domenico di Forlì. L'esempio che ci ha aiutato è la descrizione di Benati sulla "Fiasca fiorita" che contiene delle specie botaniche in essa effigiate: iris, gladioli bianchi e purpurei, "stelle di Betlemme" e le dolci parole di Paolucci che ha messo in risalto l'obiettivo di una mostra è di rimettere in discussione cose già note ma che possono ribaltare completamente le vecchie interpretazioni. E sulla "Fiasca fiorita" si può ancora dire molto. Ecco che anche per la Pala di Costanzo non bisogna limitarsi a ripetere sempre le stesse cose e fan male quelli del paese a non tener conto di chi come noi aveva sperimentato un nuova attribuzione al cavaliere armato: SAN FLORIANO e alle più interessanti origini cavalleresche e ararldiche dei Costanzo. Basti questa scheda per aprire una nuova pagina di storia di Giorgione. Betlemme è un villaggio della Palestina a 9 km a sud-ovest di Gerusalemme, che si trova nella zona giordana occupata da Israele dopo la guerra dei Sei giorni del 1967. Il suo nome in ebreo significa “casa del pane”, e in arabo, con una leggerissima differenza di suono, “casa della carne”.